ROMA - La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Jacques e Jessica Moretti, i gestori del bar Le Constellation di Crans Montana dove la notte di Capodanno hanno perso la vita 41 giovani - tra cui sei italiani - e altri 115 sono rimasti feriti.
I reati contestati dai pm capitolini, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, sono disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.
Agli atti dell’inchiesta romana ci sono le testimonianze dei ragazzi italiani sopravvissuti al rogo. Secondo quanto emerso, hanno riferito di uscite di sicurezza sbarrate, di aver visto la titolare Jessica Moretti scappare via, e che il fuoco si è propagato in pochi minuti a causa dell’assenza di materiali ignifughi.
Nessuno ha utilizzato gli estintori né ha dato indicazioni a chi tentava di mettersi in salvo. I pm hanno disposto il sequestro probatorio dei cellulari delle vittime e dei superstiti per ricostruire la dinamica esatta dei fatti.
Nell’ambito dell’inchiesta svizzera, è stato interrogato per la prima volta il sindaco del paese, Nicolas Féraud, una delle nove persone indagate penalmente per la tragedia dalla procura di Sion, capoluogo del cantone del Vallese. Lo scorso 6 gennaio, aveva già rivelato che nel locale non era stato effettuato alcun controllo di sicurezza dal 2019.
Secondo fonti legali, al primo cittadino è stato sequestrato il cellulare, come già accaduto ad altri attuali o ex funzionari del Comune sentiti nei giorni scorsi.
“Questa audizione significa che ci sono voluti tre mesi e dieci giorni perché il sindaco fosse ascoltato in qualità di indagato, nonostante avesse ammesso già il 6 gennaio gravi mancanze”, ha dichiarato a Keystone-Ats l’avvocato Sebastien Fanti, che rappresenta diverse vittime, aggiungendo che “per le famiglie, la parola che viene in mente è ‘finalmente’”.