Da un piccolo forno su carrello ai festival di strada, fino a un ristorante da 250 posti sempre affollato: è questa la parabola di ‘Fratelli Pulcinella’, la pizzeria di Alessio e Simone Zullo, due fratelli, appunto, originari di Alife, in provincia di Caserta, arrivati in Australia poco più di dieci anni fa. 

La loro avventura comincia con lo street food: un forno mobile portato a eventi e feste private. Poi l’approdo a Gladesville, dove per sei anni hanno sfornato pizze direttamente da un carrello. 
La popolarità è stata tale che, in una sola serata, arrivavano a cuocere fino a 170 pizze, attirando persino lamentele da un McDonald’s vicino. 

Per gestire l’affluenza crescente, i fratelli hanno dato vita a un progetto inedito: una pizzeria nel giardino di casa, metà residenziale e metà commerciale. 
Un’idea insolita che ha conquistato Sydney. Ma la domanda era ancora troppo alta e il passo successivo è stato inevitabile: oggi la sede di Church Street a Parramatta è un ristorante a tutti gli effetti, con 250 posti tra interno ed esterno, che ogni sera si riempie di entusiasti e soddisfatti clienti. 

“La vera pizza napoletana è fatta di digeribilità, ingredienti genuini e rispetto dei tempi di lievitazione – spiegano Alessio e Simone, con la convinzione di chi ha tanta esperienza accumulata in tanti anni di ristorazione –. Il problema di Sydney è l’incostanza: tanti pizzaioli cambiano locale e non c’è stabilità nella qualità. Noi invece non ci siamo mai sentiti arrivati: si impara sempre, anche dai più giovani”. 
Non mancano critiche a pratiche scorrette: impasti preparati e cotti dopo poche ore, pizze gonfiate con lieviti eccessivi, belle a vedersi ma difficili da digerire.

“Il nostro obiettivo non è tanto la spettacolarità, ma il benessere di chi la mangia”, chiariscono.
La serietà del loro percorso è stata premiata quest’anno al campionato mondiale di pizza a Napoli, il celebre ‘Torneo Caputo’, dove i Fratelli Pulcinella hanno conquistato il titolo, superando decine di colleghi italiani e napoletani.
Un successo arrivato senza sponsor e con la sola forza della loro esperienza.

Ma a ispirare Alessio e Simone c’è sempre stata la madre, Rosaria. È lei che ha trasmesso ai figli l’amore per il cibo e per la qualità, cucinando per la famiglia con passione. 

Ancora oggi, supervisiona i piatti serviti nel ristorante per garantire che la tradizione resti viva anche a migliaia di chilometri dalla loro Campania.
“Abbiamo mangiato in tanti ristoranti nella nostra vita – aggiungono –, ma la cucina di mamma sarà sempre imbattibile!”.