LONDRA - L’ex ministra britannica Ann Widdecombe è stata colpita 21 volte alla testa con un martello durante l’aggressione avvenuta all’inizio del mese nella sua abitazione nel villaggio di Haytor Vale, nell’Inghilterra sud-occidentale.
I dettagli dell’aggressione sono emersi durante l’udienza svoltasi martedì davanti al tribunale di Westminster, a Londra. Per l’omicidio è comparso davanti ai giudici Joshua Kerry, 28 anni, cittadino britannico incriminato per l’assassinio della 78enne ex esponente politica conservatrice.
Secondo quanto riferito in aula dal procuratore Kashif Malik, in base a quanto riportato dall’agenzia di stampa britannica PA Media, Kerry avrebbe fatto ingresso nell’abitazione della donna l’8 luglio. L’uomo si sarebbe poi diretto nella cucina dell’ex parlamentare armato di martello, colpendola ripetutamente alla testa mentre la donna stava pranzando. L’intera permanenza all’interno della casa è durata appena due minuti. La causa provvisoria del decesso è stata descritta in tribunale come una “lesione da corpo contundente alla testa”.
Kerry è comparso davanti alla corte penale di Old Bailey a Londra, dove gli è stata negata la libertà su cauzione ed è stato posto in custodia cautelare. L’udienza di gestione del caso è stata fissata per il 9 ottobre, mentre la data provvisoria del processo è stabilita per l’8 giugno 2027.
L’unità antiterrorismo della polizia britannica ha assunto la guida delle indagini sulla morte dell’ex ministra il 13 luglio, dopo che gli agenti avevano inizialmente dichiarato che non vi erano elementi per suggerire che il decesso fosse legato a un atto di terrorismo. L’uccisione si inserisce in un contesto di crescente violenza e minacce nei confronti dei parlamentari nel Regno Unito: Ann Widdecombe è la terza figura con un passato da membro del Parlamento a essere stata uccisa in anni recenti, dopo i casi di Sir David Amess e Jo Cox.
Ann Widdecombe è stata deputata del Partito conservatore dal 1987 al 2010. In seguito, è tornata in prima linea nella politica britannica diventando una delle figure di spicco della campagna Vote Leave in vista del referendum sulla Brexit del 2016, ruolo che le è valso il soprannome di “Lady Brexit”. Nel 2019 è entrata nel Brexit Party, con cui è stata eletta membro del Parlamento europeo, per poi aderire nel 2023 a Reform UK, assumendo l’incarico di portavoce del partito per l’immigrazione e la giustizia.