WASHINGTON - Il presidente statunitense Donald Trump torna a far sentire la sua voce sui social con un duro monito indirizzato a Teheran.
“Ogni volta che l’Iran uccide un soldato statunitense, pagherà per quell’uccisione molte volte!“, ha scritto il presidente su Truth, precisando di aver già impartito direttive precise ai vertici della difesa: “Questa direttiva è stata trasmessa al segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Daniel Caine, e a tutti i leader militari”.
Sulla medesima piattaforma, il tycoon ha preso con fermezza le difese dell’alleato israeliano: “Benjamin Netanyahu non verrà arrestato, in nessun modo, forma o maniera, mentre si trova negli Stati Uniti d’America”. La presa di posizione di Trump giunge dopo lo scontro innescato dal sindaco di New York, Zohran Mamdani, che aveva dichiarato di valutare l’arresto del premier israeliano in caso di una sua visita a settembre per l’Assemblea Generale dell’Onu. Un’ipotesi fermamente respinta dal gabinetto di Netanyahu, che ha bollato la Corte Penale Internazionale come un “tribunale farsa” privo di giurisdizione e ha invitato il primo cittadino newyorchese a concentrarsi sui problemi della propria città.
Proseguendo nel suo intervento, Trump ha rimarcato che il premier israeliano “sta combattendo contro la Repubblica Islamica dell’Iran, che recentemente ha ucciso 52 mila manifestanti innocenti e ha passato gli ultimi 47 anni a uccidere soldati Usa e altri. Gli unici che dovrebbero essere arrestati sono coloro che hanno condotto l’Iran in questa spirale di morte e distruzione senza precedenti, qualcosa che avrebbe dovuto essere affrontato anni fa dai precedenti presidenti!“.
La Casa Bianca ha reso noto che la sera del 21 luglio il presidente Trump si recherà presso la base aerea di Dover, nel Delaware, per presenziare alla cerimonia di rientro solenne delle salme dei militari statunitensi rimasti uccisi nei combattimenti. “Il presidente Trump parteciperà domani sera al rientro dei nostri eroi caduti alla Dover Air Force Base. Il presidente e l’intera Casa Bianca pregano per le loro famiglie”, ha annunciato su X la portavoce Karoline Leavitt.
Il rientro dei feretri segue la promessa di ritorsione formulata da Trump nelle ultime ore a causa dei decessi avvenuti nel fine settimana. Il Pentagono ha confermato che il bilancio delle vittime statunitensi ammonta a tre militari: due rimasti uccisi in un attacco sferrato contro una base in Giordania e uno caduto nel nord dell’Iraq.
Il dipartimento della Difesa ha reso note le identità dei due soldati morti in Giordania, specificando che entrambi sono deceduti “durante un attacco nemico” e che le indagini sulla dinamica sono tuttora in corso. Si tratta di Isabella Gonzales, 19 anni, originaria di Carrollton (Texas), deceduta venerdì e Tyler James Feehan, primo tenente di 25 anni, originario di Ewa Beach (Hawaii), deceduto il giorno seguente. Sono le prime perdite umane registrate tra le forze statunitensi dall’interruzione del cessate il fuoco con l’Iran, avvenuta quasi due settimane fa.