WASHINGTON - In uno dei primi esempi di attacco informatico condotto da un sistema di intelligenza artificiale al di fuori del controllo umano, due modelli di OpenAI hanno violato autonomamente la startup Hugging Face, una libreria digitale che ospita modelli e set di dati per sviluppatori.
A rivelarlo è il Financial Times. Il produttore di ChatGPT ha ammesso l’incidente informatico definito “senza precedenti”, spiegando che un agente (ovvero un programma di IA in grado di operare autonomamente sulla base di istruzioni umane) è sfuggito a un ambiente di test, ha ottenuto l’accesso a Internet e ha rubato le credenziali di accesso della piattaforma.
L’episodio si è verificato mentre OpenAI stava valutando le capacità cyber della combinazione di due modelli: GPT-5.6 Sol, rilasciato all’inizio di questo mese, e un modello più potente non ancora diffuso e in fase di test prima del rilascio. Per effettuare le valutazioni, OpenAI aveva intenzionalmente allentato le proprie misure di sicurezza informatica.
Tuttavia, gli agenti avrebbero dovuto operare all’interno di una cosiddetta “sandbox”, un contesto protetto progettato per controllare i sistemi e impedire loro il collegamento a Internet. I modelli sono invece riusciti a fuggire e a connettersi alla rete, sottraendo le credenziali di Hugging Face nel presupposto di trovarvi indicazioni su come superare il test.
Ad accorgersi dell’intrusione è stata la stessa Hugging Face venerdì scorso, 16 luglio. Pur avendo compreso che l’attacco esterno era stato sferrato da un sistema autonomo, la startup inizialmente non sapeva che il responsabile fosse OpenAI.
In un post pubblicato su X, l’amministratore delegato di Hugging Face, Clément Delangue, ha spiegato di aver lavorato a stretto contatto con OpenAI nelle 24 ore precedenti: “Considerata la sofisticatezza dell’agente, sospettavamo che l’attacco informatico della scorsa settimana potesse provenire da un laboratorio di frontiera”, ha dichiarato Delangue, aggiungendo: “Crediamo fermamente che non ci fosse alcuna intenzione malevola da parte loro. È davvero incredibile che tutto ciò sia accaduto in modo autonomo!”.
L’ammissione di OpenAI giunge in un momento di crescente preoccupazione per le implicazioni legate ai sistemi di IA avanzata capaci di violare infrastrutture digitali e sovvertire i controlli umani. La stessa OpenAI ha dichiarato di prevedere che incidenti di questo tipo diventeranno “più comuni con la proliferazione di modelli sempre più capaci di attacchi informatici”, confermando di aver informato dell’accaduto le forze dell’ordine e le autorità governative.
La vicenda si inserisce in un contesto politico delicato, a pochi giorni dalla missione dell’amministratore delegato Sam Altman a Washington per informare il governo statunitense sulle prossime generazioni di modelli. L’amministrazione Usa ha mostrato una crescente propensione a vagliare le nuove tecnologie prima del loro rilascio pubblico, spinta dalle inquietudini suscitate a livello globale dalle capacità avanzate del modello Mythos di Anthropic nel rilevare e sfruttare le vulnerabilità informatiche.