MILANO - “Quando giochi nell’Inter giochi per vincere, quindi è inutile nascondersi, erano gli obiettivi e ci siamo riusciti. Sono molto contento che la prima stagione è arrivata con due trofei e ora pensiamo ai prossimi”.
Al suo primo anno in prima squadra, Pio Esposito ha subito vinto ed è riuscito a incidere, dando un grande contributo sia per la vittoria dello scudetto che della Coppa Italia. In ritiro con i nerazzurri in Germania, l’attaccante parte dalla scorsa stagione, ma poi continua con la prossima.
Poche vacanze per lui, ma testa già rivolta all’annata che sta per iniziare. “A fine stagione sono andato subito in Nazionale, avevamo le due amichevoli (le due vittorie nelle amichevoli con Lussemburgo e Grecia con Baldini in panchina, ndr), ho staccato un po’ dopo rispetto agli altri, quindi solo i festeggiamenti con la squadra vanno più che bene - spiega Esposito ai microfoni di Sportmediaset -. Sto bene, stiamo svolgendo questa preparazione, abbiamo ancora un mese a disposizione per lavorare, quindi mi sento molto bene. Penso che la cosa più importante è mantenere l’equilibrio, quindi l’obiettivo è continuare questo percorso di crescita che sto facendo e migliorare sempre le prestazioni e crescere così con equilibrio”.
Non ama parlare di obiettivi personali, di numeri e cifre da raggiungere. “Su queste cose sono abbastanza scaramantico, non ho mai pensato a quanti gol farò in una stagione prima di iniziare”, taglia corto Pio Esposito, uno che per Barella “ha il gol nel sangue”, che da Dimarco è stato paragonato al “Principe” Milito, mentre Kolarov lo ha accostato a Harry Kane. “In allenamento scherziamo, non voglio scomodare assolutamente Diego Milito, non voglio scomodare nessuno, sono Pio e non voglio paragonarmi a campioni del genere. Io sono un ragazzo che lavora per crescere ogni giorno e lavoriamo per raggiungere gli obiettivi”.
A proposito di grandi attaccanti, Lautaro Martinez ha sfiorato la doppietta Mondiale, ma ha incassato il ko in finale con la Spagna. “Dopo la finale non ci siamo ancora sentiti e aspettiamo che ci raggiunga qui, lo aspettiamo a braccia aperte”. Tornando alla scorsa stagione, doppietta con scudetto e Coppa Italia in bacheca, ma bilancio negativo nei derby che l’Inter non vince da due anni.
“Sicuramente sarebbe una bella cosa segnare nel derby, però ci focalizzeremo su vincere più partite possibili in campionato per arrivare a vincere lo scudetto. Che poi siano quelle del derby o tutte le altre 36, secondo me poco cambia”.
“Ovviamente il derby è sempre un sapore diverso, un’importanza incredibile per la storia della città e sicuramente si fa il massimo per vincere. Però anche se non abbiamo vinto i due derby abbiamo vinto lo scudetto e direi che va benissimo così”, ha aggiunto Esposito che fa parte dell’ossatura italiana di questa Inter che poi ritrova in Nazionale con senatori del calibro di Dimarco, Barella e Bastoni, quest’ultimo reduce da una stagione non facile tra polemiche e problemi. “Lui è sicuramente uno dei leader di questa squadra, quindi è una figura importantissima per il nostro gruppo. È un esempio anche per me che sono arrivato l’anno scorso. Tutta l’ossatura italiana che c’è qui è una parte che traina il gruppo, un insieme di leader che fanno la differenza e si è visto in questi anni per l’Inter”.