MANILA - A margine del vertice Asean a Manila, il Segretario di Stato Usa Marco Rubio e il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov si sono incontrati per un colloquio durato 35 minuti. Si tratta del quarto incontro di persona tra i due responsabili della diplomazia, dopo il precedente confronto svoltosi a New York alla fine di settembre. Sebbene i due ministri non abbiano rilasciato dichiarazioni dirette alla stampa, il Dipartimento di Stato Usa ha riferito che al centro del tavolo vi sono state le “relazioni tra Stati Uniti e Russia e della necessità di porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina”.
I negoziati di pace tra Mosca e Kiev, condotti con la mediazione di Washington, si trovano in una fase di stallo dallo scorso febbraio, in coincidenza con il lancio dell’offensiva statunitense contro l’Iran. Durante il vertice di Manila, Lavrov ha illustrato la situazione lungo il fronte e ha ribadito le condizioni della Russia.
Come dichiarato dal ministero degli Esteri russo in un comunicato, “Durante la discussione sulle questioni ucraine, Sergey Lavrov ha informato la sua controparte statunitense sulla reale situazione lungo la linea di contatto e ha sottolineato l’inammissibilità di un ulteriore rifornimento di armi al regime di Kiev e delle politiche generalmente destabilizzanti dei paesi europei che continuano a cercare di infliggere una ‘sconfitta strategica’ alla Russia”.
La nota di Mosca ha inoltre, precisato che “nell’ambito dei recenti contatti ad alto livello, si è svolto un approfondito scambio di opinioni su una vasta gamma di questioni bilaterali e internazionali”, inclusa “la situazione nel Golfo Persico”.
L’agenzia di stampa russa RIA ha riportato che “Lavrov ha confermato che la Russia è pronta a porre fine al conflitto per via diplomatica”: la diplomazia russa ha ribadito la disponibilità a una soluzione politica e l’impegno verso le proposte avanzate dagli Stati Uniti in Alaska.
Il confronto diplomatico si svolge in un contesto di rinnovata intensificazione militare. A seguito dello stallo negoziale di febbraio, le forze ucraine hanno incrementato gli attacchi contro le retrovie russe, spingendo Mosca a intensificare a sua volta i bombardamenti su Kiev e sul porto di Odessa nel Mar Nero.
Nella notte, secondo quanto riportato da canali Telegram russi che citano fonti locali, l’esercito ucraino ha sferrato una serie di attacchi con droni in diverse regioni russe. Un vasto incendio è stato registrato presso la raffineria NS-Oil a Novospasskoye, nell’oblast di Ulyanovsk, un impianto con una capacità di 600.000 tonnellate di greggio all’anno, situato a circa 500 chilometri a est di Mosca e a 650 dal confine ucraino.
Un altro presunto attacco ha colpito una stazione di pompaggio del petrolio nella città di Tuymazy, nella Repubblica del Bashkortostan, dove è stata avvistata una densa colonna di fumo nero.