BRUXELLES - I Ventisette Stati membri dell’Unione Europea hanno raggiunto questa mattina, in sede di Coreper (il Comitato dei rappresentanti permanenti), un accordo politico sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina. La proposta, avanzata dalla Commissione europea lo scorso 9 giugno, è stata approvata dopo un mese e mezzo di negoziati definiti “impegnativi” da un alto funzionario Ue, ma che hanno consentito di preservare l’unità dei Ventisette (come riferito da un diplomatico europeo a Politico), malgrado l’Ungheria abbia cambiato governo dopo la fase di duri negoziati condotti sotto Viktor Orbán.
Il diplomatico ha sottolineato che gli Stati membri rimangono uniti nella volontà di adottare misure decisive per limitare la capacità di Mosca di proseguire la sua guerra di aggressione, definendo la nuova intesa come un ulteriore passo significativo per colpire l’economia militare russa. L’accordo, ha ribadito l’alto funzionario, “mantiene la pressione sulla Russia” e “dimostra il nostro chiaro impegno a sostegno dell’Ucraina”.
Sulla stessa linea è intervenuto su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha commentato: “Un altro passo decisivo per aumentare la pressione sulla Russia. Il nostro 21º pacchetto di sanzioni colpisce i settori di maggiore impatto: energia, servizi finanziari, criptovalute e commercio”. Costa ha poi confermato che “il nostro sostegno all’Ucraina e a una pace giusta e duratura resta incrollabile”.
Sul fronte energetico, l’intesa prevede l’estensione per ulteriori 12 mesi dell’attuale livello del tetto massimo al prezzo del petrolio, fissato nell’Ue a 44,10 dollari al barile per l’Ural, il greggio di riferimento russo. Questa misura, spiegano le fonti diplomatiche, “priverà la Russia di ingenti entrate petrolifere in un contesto di volatilità dei mercati energetici”.
I rappresentanti dei Ventisette hanno sciolto anche la questione aperta relativa ai trasferimenti di gas naturale liquefatto (Gnl) russo verso Paesi terzi, raggiungendo un compromesso: la deroga limitata si applicherà ai trasferimenti (e ai relativi acquisti) effettuati nell’ambito di contratti siglati prima del 24 febbraio 2022. Viene contestualmente “limitata qualsiasi espansione di questi trasferimenti da parte degli operatori dell’Ue”, con il Consiglio chiamato a riesaminare l’esenzione su base annua.
Il nuovo pacchetto contiene il maggior numero di sanzioni individuali registrato in un singolo provvedimento negli ultimi quattro anni. Il testo introduce “ampie restrizioni e divieti di transazione” destinati a colpire il settore finanziario russo, affiancati da nuove misure per bloccare l’uso delle criptovalute.
Sono stati inoltre concordati ulteriori inserimenti nelle liste nere delle navi appartenenti alla cosiddetta “flotta ombra” russa e dei soggetti ed entità che la supportano. Sul piano commerciale, le nuove restrizioni puntano a limitare ulteriormente le capacità dell’industria militare di Mosca. Il pacchetto contiene altresì l’impegno ad “anticipare le misure necessarie per limitare (non a bloccare, ndr) i visti agli ex combattenti russi” in Ucraina.
Nelle comunicazioni ufficiali della fonte non viene fatto alcun cenno al bando dell’importazione di pesce dalla Russia, che secondo indiscrezioni emerse nei giorni scorsi sul Mattinale Europeo sarebbe stato depurato dal testo finale per via dell’opposizione del Portogallo (noto consumatore di bacalhau) e della Germania, mossa dalla pressione dell’industria dei bastoncini di pesce. L’intesa raggiunta dagli ambasciatori verrà ora formalizzata ufficialmente tramite una procedura scritta al via nel pomeriggio.