BOLZANO - Il Lido di Salorno, in Alto Adige, riserverà dal prossimo lunedì un’ora a settimana alle donne dell’associazione Armonia e alle donne musulmane della zona. La fascia sarà prevista subito dopo la chiusura al pubblico e consentirà alle frequentatrici di fare il bagno anche con il burkini. 

L’accordo è stato siglato dal gestore della struttura, Luca Lechthaler, con l’obiettivo di promuovere inclusione e benessere. Il sindaco Roland Lazzeri ha accolto positivamente l’iniziativa, definendola un’occasione per coinvolgere cittadine che normalmente non frequentano la piscina negli orari tradizionali. 

La decisione ha però aperto subito il dibattito politico, con la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone che ha parlato di “una scelta senza senso” che, a suo giudizio, non favorisce l’inclusione ma “alimenta la segregazione”. Critiche sono arrivate anche dalla Lega Alto Adige, da Fratelli d’Italia, da Futuro Nazionale Bolzano e dai Freiheitlichen, che hanno denunciato una forma di “integrazione al contrario”. 

A difendere il progetto è invece don Paolo Renner, teologo e direttore dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Bolzano.  

“L’idea cristiana ci parla di rispetto, ovvero di andare incontro alle esigenze dell’altro su questioni dove si può avere una certa elasticità”, ha spiegato, sottolineando che, in una comunità multietnica come Salorno, sar”. ebbe un errore rovinare il clima positivo di inclusione con “qualche sterile polemica 

Il tema delle piscine con orari riservati alle sole donne non è nuovo in Alto Adige. Già nel 2009 il Lido di Bolzano era finito al centro delle polemiche quando l’allora sindaco Luigi Spagnolli si era detto disponibile a valutare una fascia dedicata alle donne musulmane. Le proteste fecero poi naufragare l’ipotesi del “Frauenschwimmen”. 

Esperienze simili esistono però da tempo in altre città europee. A Vienna e Monaco di Baviera diverse strutture pubbliche riservano spazi alla clientela femminile, intercettando non solo le esigenze delle donne di fede islamica, ma anche di persone con disabilità, sovrappeso o vittime di violenze.