TORINO - L’Ufficio di sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza di differimento della carcerazione presentata per Mario Roggero, detenuto nel carcere di Bollate dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo nel 2021 nel Cuneese. 

Il magistrato di sorveglianza Elena Massucco rileva che “non si ravvisa, né sono state indicate dalla difesa, le circostanze di necessità e di urgenza indispensabili per provvedere cautelativamente, in questa sede”. Gli atti saranno ora trasmessi al Tribunale di sorveglianza, alla Procura generale della Corte d’appello di Torino e all’Ufficio di sorveglianza di Milano. 

Sul caso è intervenuto anche il procuratore capo di Milano Marcello Viola, che ha invitato ad “abbassare i toni” dopo gli attacchi social ai magistrati e le polemiche politiche sulla legittima difesa.  

“Bisogna lasciare alla magistratura il modo e il tempo di fare il suo lavoro”, ha detto Viola, sottolineando la necessità di valutare i provvedimenti solo dopo averne letto le motivazioni. Il procuratore ha poi richiamato tutti a “rasserenare il clima” e a evitare “eccessi come quelli che si sono visti in questi giorni”. 

Intanto emergono nuovi dettagli sul sequestro conservativo di 50mila euro disposto su una somma trasferita dal conto della raccolta fondi a favore di Roggero a un conto estero tunisino intestato al gioielliere e alla moglie, Mariangela Sandrone. Nella decisione del 20 settembre 2024, la Corte d’Assise d’appello di Torino aveva ritenuto che il bonifico dimostrasse la disponibilità diretta di Roggero sul conto delle donazioni. 

Secondo i giudici, quel trasferimento avrebbe dimostrato anche che la somma non era destinata a sostenere le spese della difesa o del procedimento, come indicato nelle finalità del comitato “#iostoconmarioroggero”. La Corte parla inoltre di un “pervicace e reiterato tentativo” di sottrarre disponibilità economiche alle garanzie dei creditori, in particolare al pagamento delle spese processuali. 

Il bonifico, ricostruito dagli investigatori della Guardia di finanza, sarebbe stato disposto l’11 settembre 2024 dalla filiale di Gallo di Grinzane Cavour della Banca di credito cooperativo di Alba, Langhe, Roero e Canavese verso un conto estero riconducibile a Roggero e alla moglie.  

I giudici avevano già disposto anche un sequestro conservativo sui beni del gioielliere, dopo una richiesta delle parti civili che avevano stimato in 2,45 milioni di euro il possibile risarcimento complessivo da chiedere in sede civile. Al centro della valutazione c’era anche un atto del 29 marzo 2024, con cui Roggero aveva ceduto alla moglie quote del proprio patrimonio. 

Secondo la Corte quella cessione, avvenuta dopo la condanna al pagamento di una provvisionale da 480mila euro, farebbe ritenere che l’atto fosse finalizzato alla dispersione delle garanzie patrimoniali. Il sequestro dei beni, per un valore di 1,17 milioni di euro, resta in vigore anche perché l’importo della provvisionale potrebbe aumentare nei successivi giudizi civili.