ROMA - Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto, in via d’urgenza e con effetto immediato, la limitazione provvisoria del trattamento dei dati personali degli utenti italiani da parte di Clothoff, un’app gestita da una società con sede nelle Isole Vergini Britanniche.
Si tratta di una delle cosiddette “app di nudificazione”, ovvero servizi basati su intelligenza artificiale in grado di creare immagini false di persone nude o coinvolte in contenuti sessuali.
Secondo il Garante, Clothoff offre un servizio di AI generativa che permette – gratuitamente e a pagamento – di generare foto e video falsi di persone reali in pose sessualmente esplicite o pornografiche, consentendo a chiunque di creare contenuti partendo da immagini esistenti, senza verificare il consenso dei soggetti ritratti e senza segnalare il carattere artificiale delle immagini.
Il fenomeno riguarda in particolare donne e minori, spesso vittime di abusi digitali: lo scorso anno, ad esempio, due studenti minorenni furono protagonisti di un caso simile con un’altra app, Bikinioff, e successivamente indagati per molestie sessuali per aver diffuso immagini di compagne tramite l’app, che erano diventate virali all’interno della scuola.
Il Garante sottolinea che l’uso di queste applicazioni genera “un vero e proprio allarme sociale”, perché viola la dignità delle persone e i diritti di riservatezza e protezione dei dati personali, soprattutto quando sono coinvolti minori.
Il fenomeno delle immagini false e intime diffuse senza consenso si è moltiplicato negli ultimi mesi anche su social network, con conseguenze gravi per le vittime. Altri Paesi, come Regno Unito e Australia, hanno già avviato percorsi legislativi per contrastare il fenomeno, mentre alcune piattaforme, tra cui Meta, hanno annunciato azioni legali contro le app di “nudificazione” che usano i loro canali per pubblicità.
In Italia, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, ha spiegato che “la legge italiana ora si affianca all’AI Act europeo, offrendo elementi di tutela innovativi a livello mondiale come il reato di deepfake, più che mai necessario di fronte ai gravi fatti di cronaca recenti”.
L’Autorità italiana ha avviato indagini per contrastare tutte le app di questo tipo, spiegando che il provvedimento su Clothoff “si è reso necessario a causa degli elevati rischi per i diritti e le libertà fondamentali, specie per la tutela dei minorenni”.