CANBERRA - Le indipendenti teal discutono la possibilità di creare un nuovo partito politico, ma il progetto incontra già resistenze all’interno dello stesso fronte.

L’idea nasce in una fase di forte instabilità, con i sondaggi che indicano una crescita di One Nation e una crescente sfiducia verso i due grandi blocchi della politica federale.

Zali Steggall, deputata di Warringah, il seggio di Sydney un tempo rappresentato dall’ex primo ministro liberale Tony Abbott, ha confermato che sono in corso conversazioni su come rendere più efficace il lavoro parlamentare degli indipendenti. Dopo tre mandati e sette anni a Canberra, ospite di ABC Radio, Steggall vede molte cose che la politica potrebbe fare “meglio e in modo diverso”.

L’indipendente ha parlato di una profonda frustrazione verso i partiti maggiori e ha definito “molto preoccupante” l’ascesa di One Nation. L’analisi di RedBridge Group e Accent Research, pubblicata nei giorni scorsi, ipotizza che il partito di Pauline Hanson possa diventare opposizione ufficiale se si votasse oggi.

Ma non tutti gli indipendenti teal vogliono trasformare quel malcontento in un partito. Monique Ryan, deputata di Kooyong, eletta nel 2022 dopo aver sconfitto l’ex ministro del Tesoro Liberale Josh Frydenberg, ha escluso l’adesione a una nuova formazione. In una dichiarazione sui social media ha detto che continuerà a rappresentare Kooyong nella forma in cui è stata eletta: come indipendente di comunità, responsabile davanti ai propri elettori.

Anche Kate Chaney, deputata di Curtin, ha confermato di voler restare indipendente. Ha detto di essere interessata a collaborare di più con altri membri del crossbench su temi comuni, ma di non ritenere necessario entrare in un partito politico.

Nel 2022, diversi indipendenti conquistarono seggi metropolitani tradizionalmente Liberali, spinti da elettori interessati a clima, integrità politica e una linea più moderata. La possibile creazione di un partito segnerebbe un salto organizzativo, ma rischierebbe anche di indebolire proprio l’identità locale che ha reso vincenti molti di loro.

Altri deputati indipendenti, non necessariamente teal, hanno preso le distanze dall’ipotesi. Helen Haines, eletta nel Victoria, ha detto di voler restare indipendente per la propria comunità. Bob Katter, Andrew Gee e Rebekha Sharkie hanno espresso posizioni simili.

Malcolm Turnbull ha negato di essere coinvolto nei colloqui, pur riconoscendo l’esistenza di uno spazio politico per un partito centrista alternativo. Allegra Spender, deputata di Wentworth, ha confermato conversazioni su come la politica possa evolvere, ma senza annunci concreti.

Per ora, il nuovo centro resta un’ipotesi. Il malcontento c’è. La forma politica, invece, è tutta da costruire.