TORINO - Derby della Mole iniziato in ritardo dopo gli scontri nel pomeriggio a Torino fra ultras granata e bianconeri. Ennesima pagina rovinata dalla violenza per il calcio italiano.

Le squadre non sono scese in campo per almeno un’ora e la partita ha anche rischiato di essere sospesa e rinviata per ragioni di sicurezza.

Il bilancio accertato di un pomeriggio di violenze fra le due tifoserie è di un uomo ricoverato in ospedale per trauma cranico e quattro agenti di pubblica sicurezza contusi. Le forze dell'ordine si sono frapposte infatti ai cortei contrapposti delle due tifoserie ultras che si muovevano in direzione l'uno dell'altro a ridosso dello stadio.

Ne sono seguiti tafferugli con lancio di oggetti e aggressioni fra le tifoserie. E lancio di lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine per disperdere i due cortei. Le forze dell'ordine hanno identificato e fermato alcuni dei violenti, otto gli arresti.

Prima dell’inizio del derby della Mole c’è stato un momento di dialogo tra i tifosi della curva juventina e il capitano bianconero Manuel Locatelli, durante il quale, a quanto si apprende, i tifosi avrebbero chiesto ai giocatori di non scendere in campo, rievocando quanto accaduto il 21 marzo 2004 a Roma nel corso di un derby della Capitale, in cui l’invasione di campo di alcuni tifosi portò l’arbitro a sospendere la partita dopo che nello stadio veniva diffusa la voce falsa di un bambino investito da un auto delle forze dell’ordine.

Nonostante le minacce degli ultras, questa volta non c’è stata alcuna sospensione e la partita, seppur con un’ora di ritardo, è stata poi giocata, a commentare, a caldo, l’accaduto anche l’amministratore delegato dei bianconeri, Damien Comolli, ai microfoni di Dazn: “Non è un confronto tra i nostri tifosi e Manuel Locatelli, il problema è che c'è un nostro tifoso in ospedale, in una condizione grave e i nostri tifosi non sono contenti. E stanno dicendo di non giocare la partita. Non è un confronto tra i giocatori della Juventus e i tifosi della Juventus”. “Subito dopo il derby andrò in ospedale a parlare col tifoso se sarà possibile”, ha concluso Comolli.