WASHINGTON – Tulsi Gabbard lascia l’amministrazione Trump. Il capo degli 007 si dimette a sorpresa per restare a fianco al marito, al quale - ha spiegato - è stata di recente “diagnosticata una forma estremamente rara di cancro alle ossa”: “Dovrà affrontare sfide importanti e per questo devo lasciare”.

Il suo posto sarà preso ad interim da Aaron Lukas, ha annunciato Donald Trump ringraziando Gabbard.

“Ci mancherà”, ha scritto il presidente sul suo social Truth. Una dimostrazione di affetto che stride con le tensioni che hanno consumato il rapporto fra il commander-in-chief e Gabbard negli ultimi mesi. Contraria al coinvolgimento americano nelle guerre oltreoceano, Gabbard è stata ‘esclusa’ dalle decisioni sulla cattura di Nicola Maduro e dalla riunioni chiave della guerra in Iran.

Negli anni passati, l’ex candidata democratica alla presidenza nel 2020 non aveva mai nascosto la sua contrarietà alla guerra in Iran, anche se è stata di fatto costretta a difenderla pubblicamente per non contraddire il commander-in-chief. Il suo primo scontro con Trump arrivò dopo la sua conferma sul filo del rasoio e ha riguardato sempre l’Iran. In una testimonianza del giugno 2025, prima dell’attacco ‘Midnight Hammer’, Gabbard affermò che Teheran non stava costruendo la bomba nucleare.

Trump, furioso, la smentì pubblicamente il giorno dopo, dichiarando che si sbagliava e che Teheran era “molto vicina” all’arma atomica. Il botta e risposta fu visto come il primo segnale di una frattura profonda tra il presidente americano e l’intelligence.

Nei mesi successivi Gabbard però è riuscita a riavvicinarsi grazie alla sua partecipazione a sorpresa alle contro-indagini sui presunti brogli elettorali in Georgia. La capa dell’intelligence aveva infatti partecipato alla perquisizione di un centro elettorale nello Stato. Una mossa che le aveva consentito di tornare nelle grazie del presidente che, comunque, aveva continuato a non includerla nelle riunioni in materia di sicurezza nazionale.

Così - secondo indiscrezioni riportate da Reuters - Gabbard sarebbe stata costretta a dimettersi dalla guida degli 007. Il suo nome circolava da tempo fra quelli più in bilico dopo le uscite di Pam Bondi dalla giustizia e di Kristi Noem dalla sicurezza nazionale.

Il suo ruolo vacillava da poco dopo l’inizio della guerra in Iran, quando il suo più stretto consigliere si era dimesso. In una lettera resa pubblica, Joe Kent aveva spiegato che il suo passo indietro era dovuto al conflitto: “L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra - aveva osservato - è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana”.