TORINO - 2

JUVENTUS - 2

TORINO (3-5-2): Paleari 6; Ismajli 5, Coco 5, Ebosse 5.5; Pedersen 6 (24’st Prati 6.5), Vlasic 6, Ilkhan 6 (18’st Njie 6.5), Gineitis 6 (1’st Casadei 7.5), Obrador 6.5 (18’st Nkounkou 6); Simeone 6, Zapata 5.5 (10’st Adams 7).

In panchina: Israel, Siviero, Gabellini, Biraghi, Tameze, Lazaro, Ilic, Kulenovic, Pellini.

Allenatore: D’Aversa 6.5.

JUVENTUS (3-4-2-1): Perin 6.5; Kalulu 6, Gatti 5, Kelly 5.5; McKennie 6, Locatelli 5.5, Thuram 6 (25’st Koopmeiners 5.5), Cambiaso 5.5 (17’st Holm 5.5); Conceicao 6.5 (25’st Miretti 5.5), Boga 6 (33’st Zhegrova 5.5); Vlahovic 7 (17’st David 5.5).

In panchina: Di Gregorio, Pinsoglio, Cabal, Adzic, Kostic, Openda, Milik, Yildiz.

Allenatore: Spalletti 5.5.

ARBITRO: Zufferli di Udine 6.

RETI: 24’pt e 9’st Vlahovic, 15’st Casadei, 39’st Adams.

NOTE: serata serena, campo in discrete condizioni. Ammoniti: Kalulu, Ebosse, Zhegrova. Angoli: 6-6. Recupero: 3’, 5’+1.

TORINO - Serata amara per la Juve che pareggia il derby della Mole e vede sfumare il treno Champions. Il 2-2 finale arriva al termine di una partita iniziata con un’ora di ritardo per problemi di ordine pubblico. A causa dello slittamento del calcio d’inizio, il secondo tempo si è giocato in un clima surreale con gli ospiti già consci di aver fallito l’obiettivo.

Per la Juve il protagonista della serata è Dusan Vlahovic, autore di una doppietta in quella che, sulla carta, potrebbe essere stata la sua ultima presenza in bianconero. I gol dei neoentrati Casadei e Adams, invece, permettono al Torino di agguantare il pareggio.

Dopo una buona partenza del Toro, la Juve si scioglie e inizia a rendersi pericolosa dalle parti di Paleari. Su corner di Boga, al 16’, prima Vlahovic non riesce ad impattare, poi Gatti sul secondo palo scivola al momento decisivo. Il vantaggio bianconero è nell’aria e arriva al 24’. Nasce tutto da una progressione di Thuram che spacca in due il Torino e serve in area di rigore Vlahovic: il serbo controlla, si gira e col destro sigla l’1-0. Il Toro torna pericoloso nel quarto d’ora finale di frazione: dopo una chance di testa fallita da Zapata, al 42’ Obrador serve Ginetis in area, ma la sua girata di prima intenzione si spegne di poco a lato.

Mentre la Juve è negli spogliatoi arrivano le ufficialità dagli altri campi: sono Roma e Como a volare in Champions. I ragazzi di Spalletti rientrano così in campo, consapevoli del traguardo ormai sfumato. In avvio di ripresa, però, la Juve sembra inizialmente non subire il contraccolpo psicologico. Dopo le occasioni di Cambiaso e Locatelli, al 54’ è ancora Vlahovic a bucare Paleari per il 2-0: questa volta è Conceicao a guidare il contropiede e a innescare il numero 9 bianconero che segna aprendo il piattone destro. Sembra finita per il Torino, ma i cambi di D’Aversa scuotono i granata. La Juve paga a caro prezzo la scarsa attenzione sulle palle inattiva. I due gol dei padroni di casa nascono tutti da calcio d’angolo. Al 60’ prima segna Casadei di testa, poi all’84’, dopo la risposta di Perin sempre sull’italiano, è Adams a segnare il 2-2 sulla ribattuta. La Juve termina così il proprio campionato al sesto posto con 69 punti, il Torino, invece, è dodicesimo, a quota 45.

“Da allenatore devo sempre analizzare quanto succede in campo. Sapere già il risultato degli altri campi può aver influito. Ciò non toglie, però, che noi avevamo la partita in mano. In questi momenti si vede il carattere delle persone. Non è la stessa cosa chiudere con due punti in più o in meno in classifica”. Queste le parole di Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, Sky Sport, dopo il pareggio per 2-2 contro il Torino. “Non si può giocare nella Juventus senza il carattere che è una qualità che conta quanto la tecnica e la forza fisica. È difficile insegnare il carattere: nelle ultime partite abbiamo vissuto un po’ degli up and down, ma siamo anche stati sfortunati. Quando si entra in campo è normale avere dubbi sulla prestazione. Non bisogna, però, rimuginarci troppo, diventando dubbiosi”.

Infine, il tecnico di Certaldo ha parlato del futuro e delle prospettive sul mercato: “Abbiamo parlato con Comolli e certamente inseriremo in rosa giocatori che alzino il tasso caratteriale. Noi abbiamo l’obbligo di creare i presupposti per giocare sempre a testa alta, lottando per vincere o comunque per arrivare in alto. Servirà fare una squadra di livello per colmare le lacune che si sono viste negli ultimi sei mesi”.

“Per quanto riguarda il tifoso in codice rosso, siamo ancora tutti in attesa di notizie. Speriamo possa riprendersi al più presto. Certi comunicati però, come quelli della vigilia di questo derby, che vietano il bianconero in tribuna sono pericolosi e vanno combattuti”. Commenta così il tecnico bianconero gli scontri avvenuti nel pomeriggio e dell’indicazione data nei giorni scorsi dalla società granata di non consentire fra i distinti l’accesso a chi indossava maglie, sciarpe o altri simboli della squadra bianconera. “I problemi non sono i colori, ma chi li vieta, perché poi nascono situazioni in cui ci si fa male. Questo va contro tutti gli sforzi che stiamo facendo per migliorare il calcio. Oggi c’erano allo stadio centinaia di bambini per la partita. Non esiste che si impedisca loro di indossare una maglia bianconera. Sono atteggiamenti che dobbiamo combattere”.

Particolarmente soddisfatto del pareggio Roberto D’Aversa, il tecnico dei granata, ai microfoni di Dazn, ma anche molto amareggiato per quanto accaduto fuori dal campo: “Per come si era messa la partita è come se avessimo vinto. Per quanto riguarda quello che è successo fuori dallo stadio, purtroppo c’è un problema culturale in Italia. Dobbiamo migliorare sotto tutti i punti di vista. Non è possibile che una tifoseria possa decidere o meno se giocare una partita o avere dei contatti coi giocatori. Nel derby le uniche preoccupazioni devono essere la vittoria o la sconfitta”.