MELBOURNE – Prendono avvio le inchieste del coroner sulle morti di Dezi Freeman e dei due agenti di polizia che il fuggitivo aveva ucciso nella Victorian High Country.

Neal Thompson e Vadim de Waart-Hottart furono colpiti a morte nell’agosto 2025, mentre facevano parte di una squadra incaricata di notificare un mandato nell’abitazione di Freeman.

Da quel momento ebbe inizio una delle più vaste cacce all’uomo nella storia recente dell’Australia. La fuga del 56enne durò sette mesi e si concluse il 30 marzo, quando Freeman morì sotto i proiettili della polizia in una proprietà isolata a Thologolong, vicino a Walwa, sul confine tra Victoria e New South Wales.

Questa mattina, la coroner statale Liberty Sanger terrà le udienze preliminari sui casi dei due agenti, per poi occuparsi nel pomeriggio della morte di Freeman. In questa fase dovrebbero essere fissati calendario e ambito delle inchieste, oltre all’elenco dei testimoni chiamati a deporre.

Il compito del coroner sarà ricostruire in modo dettagliato le tre morti: chi è deceduto, in quali circostanze, con quali passaggi operativi e cosa si potrebbe fare per evitare casi simili in futuro. Claire Ferguson, criminologa forense della Queensland University of Technology, ha spiegato che l’inchiesta potrà includere una ricostruzione completa degli eventi, con posizioni esatte delle persone coinvolte e analisi delle prove forensi.

Uno dei punti ancora aperti riguarda il modo in cui Freeman sia arrivato a Thologolong, circa 150 chilometri da Porepunkah, dove aveva aperto il fuoco uccidendo gli agenti. Gli investigatori hanno esaminato l’ipotesi che qualcuno lo abbia aiutato a sfuggire alle ricerche della polizia per 216 giorni. Il commissario Mike Bush ha già detto che sarebbe stato molto difficile per Freeman raggiungere quel luogo senza assistenza.

Le immagini disponibili mostrano Freeman avvolto in una coperta mentre esce da un container, apparentemente usato come accampamento improvvisato. Poco dopo avrebbe estratto un’arma da sotto la coperta e l’avrebbe puntata contro gli agenti. Non è chiaro se abbia sparato prima di essere ucciso, ma Bush ha sostenuto che l’intervento della polizia fosse comunque giustificato.

Resta da capire se quel video sarà mostrato pubblicamente. Secondo Terry Goldsworthy, criminologo della Bond University, la coroner dovrà bilanciare trasparenza, interesse pubblico e valore probatorio delle immagini.

Anche le presunte accuse di abusi sessuali su minori a carico a Freeman saranno valutate, ma solo per chiarire perché la polizia si recò inizialmente nella sua proprietà. Non ci sarà una pronuncia di colpevolezza su quel fronte.