ROMA – Non sono mancate le polemiche politiche dopo l’intervista concessa dal presidente del Senato Ignazio La Russa al Corriere della Sera.

“Ricordo Almirante ogni anno. Di solito vado anche alla messa. Nessun ripescamento, quindi. Lo ammiravo politicamente e l’ho conosciuto apprezzandone anche l’ironia. Vannacci non lo conosco personalmente e non l’ho mai visto negli anni in cui la militanza a destra era difficile. Forse perché era militare, ma comunque non c’era. Quindi mi sembra un’accusa talmente meschina che, con tutto il rispetto per Vannacci, mi viene da ridere”, ha sottolineato il presidente La Russa.

L’accusa a cui fa riferimento la seconda carica dello Stato è quella, citata dalla collega del Corriere Virgina Piccolillo, che ha chiesto a La Russa se il citare Almirante, anche da parte della Presidente del Consiglio, nasconda un timore, da parte di Fratelli d’Italia, per l’avanzata nei sondaggi del generale Roberto Vannacci e il suo neonato partito Futuro Nazionale.

Almirante fu capo di gabinetto del Minculpop fascista nella Repubblica di Salò, prosegue l’intervista. “Sì, ma dopo aiutò il percorso verso la democrazia – risponde La Russa. “Non lo dico io ma due presidenti della Repubblica, di cui uno ex Pci, e un presidente della Camera ex comunista”.

“Luciano Violante - prosegue La Russa - disse che anche lui ‘si impegnò per costruire un nuovo rapporto tra lo Stato e le masse popolari’. Sergio Mattarella ricordò che cercò ‘di legare i fili di una coerenza morale. E anche negli anni più difficili seppe comprendere l’importanza del dialogo e del confronto parlamentare’ favorendo l’inclusione dell’elettorato di destra”.

Inoltre, prosegue il Presidente del Senato, “Giorgio Napolitano apprezzò che [Almirante] cercò ‘piena legittimazione nel sistema democratico’ e gli riconobbe il ‘merito di contrastare impulsi antiparlamentari dimostrando convinto rispetto per le istituzioni repubblicane’”.

L’opposizione si è fatta immediatamente sentire dopo la pubblicazione dell’intervista. “La rilettura della storia da parte della seconda carica dello Stato, il presidente del Senato La Russa è francamente inaccettabile e distorcente. Almirante, infatti, non si limitò a mostrarsi ‘non contrario all’antisemitismo’, ma fu, invece, uno dei fomentatori dell’odio nei confronti degli ebrei e sostenitore della primazia della razza italica”, queste le parole del deputato PD, Federico Fornaro. “Suggerisco al Presidente del Senato - sottolinea il parlamentare piddino - di andarsi a rileggere gli articoli che Almirante scrisse sulla rivista ‘La difesa della razza’ tra il 1938 e il 1942, la summa dell’antisemitismo del regime fascista, di cui fu anche segretario di redazione”. “Scoprirebbe, ad esempio, un mirabile commento scritto nell’ottobre 1938 dal futuro leader del Msi all’indomani della espulsione dei professori e degli studenti ebrei dalle scuole e dalle università italiane, decisa dal regime fascista con un regio Decreto legge del 5 settembre 1938. ‘Avrà perduto qualcosa per questo la nostra cultura?’ – scriveva Almirante - ‘No; perché quei 98 professori [universitari] erano ebrei, quindi non erano italiani, quindi non appartenevano che in apparenza, ai puri e semplici effetti amministrativi, alla scuola italiana. Erano già un corpo già avulso da quello della nostra vita culturale; adesso tale separazione è stata sanzionata dalla legge’”.

Anche Angelo Bonelli, leader di Avs, è molto duro con il Presidente del Senato: “Le dichiarazioni del presidente del Senato La Russa sono l’ennesima operazione di revisionismo storico inaccettabile da parte della seconda carica dello Stato. Almirante fu capo di gabinetto del Minculpop nella Repubblica di Salò, collaboratore della rivista ‘La Difesa della Razza’’ sostenitore delle leggi razziali e teorico di un antisemitismo feroce e consapevole. Presentarlo come protagonista del percorso democratico italiano significa insultare la verità storica e la memoria degli ebrei italiani perseguitati, deportati e uccisi”.

La replica del presidente del Senato è stato altrettanto decisa: “Quegli esponenti della sinistra che negano sistematicamente la verità, fanno finta di non accorgersi che insultando il presidente La Russa ma soprattutto contrastando quanto riportato dal Corriere della Sera su ciò che hanno testualmente detto gli ultimi due Capi dello Stato, offendono le parole dei Presidenti Mattarella e Napolitano che, in messaggi ufficiali, diedero ampio riconoscimento al ruolo e all’opera di Giorgio Almirante nell’Italia repubblicana, così come il presidente del Senato si è limitato a ricordare nell’intervista”, sottolineano fonti vicini al presidente del Senato sulle critiche all’intervista di La Russa al Corsera. “Gli stessi - sottolineano le stesse fonti- fanno altresì finta di non sapere che al funerale del capo del MSI, resero omaggio, in diretta RAI, Nilde Iotti e Giancarlo Pajetta. Che tristezza rilevare come la becera polemica partitica possa cancellare quel dovuto rispetto per gli avversari che era presente almeno in Parlamento nei comunisti. Quelli veri che avevano combattuto per le loro idee così come Almirante per le sue”.

A offrire supporto a La Russa, colleghi parlamentari di Fratelli d’Italia, come il capogruppo alla Camera, il deputato Stefano Maullu: “Ancora una volta la sinistra stravolge le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa per puri fini di propaganda. Un copione già visto, una sorta di riflesso condizionato che scatta ogni volta che si prova ad affrontare la storia italiana senza slogan e senza processi ideologici. La Russa non ha cancellato nulla e non ha negato nulla: ha semplicemente ricordato un dato storico e politico riconosciuto anche da figure istituzionali come Sergio Mattarella, Giorgio Napolitano e Luciano Violante, cioè il ruolo avuto da Giorgio Almirante nel percorso di inserimento della destra nel confronto democratico e parlamentare. La sinistra continua invece a utilizzare la storia come una clava politica, deformando ogni riflessione non allineata ai propri schemi ideologici. La Repubblica italiana è abbastanza forte e matura da discutere il proprio passato senza isterie e senza propaganda”.