SANTA ROSA – La Provincia di La Pampa ha portato in tribunale la riforma della Legge sui ghiacciai e ne ha chiesto la sospensione dell’applicazione.
Attraverso un ricorso collettivo ambientale, il governo di Sergio Ziliotto ha chiesto che la norma venga dichiarata incostituzionale e che resti in vigore il regime precedente fino a una decisione definitiva.
La presentazione è stata depositata al Tribunale Federale di Santa Rosa (capitale provinciale) e gode del sostegno dell’Universidad Nacional de La Pampa, della Fundación Chadileuvú e dell’Asamblea por los Ríos Pampeanos. Include inoltre una richiesta di misura cautelare per bloccare immediatamente gli effetti della legge approvata dal Congresso.
Durante l’annuncio, Ziliotto è stato netto: “Ho deciso di presentare un ricorso collettivo ambientale”. Il governatore ha sostenuto che la riforma “lede diritti ambientali collettivi” e ha criticato il fatto che incida su garanzie legate all’accesso all’acqua e alla salute.
Il nodo centrale del ricorso riguarda l’impatto idrico. Sebbene La Pampa non abbia ghiacciai nel proprio territorio, dipende dal fiume Colorado, il cui bacino ha origine glaciale. Secondo il governatore, questa risorsa rifornisce aree in cui vive circa il 45% della popolazione ed è fondamentale per lo sviluppo della provincia.
“Con questa legge ci sarà meno acqua”, ha avvertito Ziliotto, sottolineando anche che la modifica rappresenta un passo indietro in materia ambientale. In questo senso, ha richiamato il principio di non regressione previsto dall’Accordo di Escazú sull’ambiente (in vigore dal 2021 e ratificato da 19 Paesi latinoamericani) e ha messo in guardia sulle possibili conseguenze in termini di qualità e quantità della risorsa.
La procuratrice dello Stato pampeano, Romina Schmidt, ha inoltre criticato il processo che ha preceduto l’approvazione della norma, sostenendo che le audizioni pubbliche “non sono state reali” secondo gli standard internazionali di partecipazione.
Il ricorso chiede che la legge venga dichiarata incostituzionale, contraria agli accordi internazionali e nulla, e che lo Stato nazionale si astenga dall’applicarla. Sottolinea inoltre che il danno denunciato “non è astratto”, ma concreto e potenzialmente irreversibile.
Parallelamente, diverse organizzazioni ambientaliste hanno iniziato a promuovere azioni giudiziarie proprie per ampliare il ricorso. Tra queste, la Fundación ambiente y recursos aaturales (Farn), l’Asociación argentina de abogados ambientalistas e Greenpeace, che hanno invitato i cittadini a partecipare a una causa collettiva.
In dichiarazioni radiofoniche, Ziliotto ha rafforzato le sue critiche collegando la riforma a un cambiamento nelle priorità del modello produttivo: “Si mette l’attività mineraria sopra l’acqua”, ha affermato, avvertendo che “la possibilità di contaminazione sarebbe una tragedia”.
Il governatore ha inoltre previsto un possibile conflitto federale: “Questo genererà più controversie tra le province”, ha detto, sottolineando che il dibattito va oltre gli aspetti tecnici. “Stiamo esponendo le future generazioni a un rischio”, ha concluso.
Il tema della tutela dei ghiacciai e dell’uso delle risorse naturali torna così in sede giudiziaria, in un contesto di tensione tra governo nazionale, province e organizzazioni ambientalis