PECHINO - Nell’incontro odierno a Pechino con il presidente vietnamita To Lam, il leader cinese Xi Jinping ha tracciato una linea rossa invalicabile per il futuro di Hanoi. Il messaggio, seppur diplomatico, è stato netto: il Vietnam può continuare il suo percorso di modernizzazione e apertura economica, a patto di non modificare la propria direzione politica né la collocazione strategica internazionale. 

Il passaggio più significativo dei colloqui alla Grande Sala del Popolo riguarda l’invito di Xi a proseguire nelle riforme “senza cambiare direzione” e nelle trasformazioni “senza mutare colore”. Il presidente cinese ha ribadito che la difesa del ruolo del Partito Comunista rappresenta “il più grande interesse strategico comune” tra i due Paesi. 

Più che un richiamo ideologico, si tratta di un monito concreto: Pechino osserva con attenzione l’intensificarsi dei rapporti tra Hanoi e gli Stati Uniti. Xi ha chiesto esplicitamente di porre al primo posto la “sicurezza politica”, rafforzando il dialogo strategico “3+3” che coinvolge diplomazia, difesa e pubblica sicurezza. 

Xi ha rilanciato la collaborazione in settori ad alta tecnologia a partire da intelligenza artificiale e semiconduttori, considerati ambiti chiave per la competizione globale. Il piano di cooperazione include anche il potenziamento di infrastrutture e ferrovie, con l’obiettivo di consolidare l’interconnessione fisica tra i due mercati, e lo sviluppo dell’Internet delle Cose per integrare ulteriormente le catene produttive. 

Tuttavia, il rapporto resta segnato da un’ambivalenza di fondo. Il Vietnam è oggi uno dei principali beneficiari della riorganizzazione delle catene del valore globali, affermandosi come piattaforma manifatturiera alternativa alla Cina (strategia China Plus One), specialmente per le produzioni destinate al mercato statunitense. 

Il presidente vietnamita To Lam ha confermato che lo sviluppo dei rapporti con la Cina resta “una necessità oggettiva e la massima priorità”, ribadendo il sostegno alla politica dell’Unica Cina. Per Hanoi, Pechino rimane il primo partner commerciale, ma il contemporaneo elevamento del rapporto con Washington a “partenariato strategico globale” è funzionale alla propria autonomia. 

Per il Vietnam, gli Usa rappresentano l’accesso a tecnologie avanzate e mercati di sbocco; per Pechino, invece, questa apertura è un fattore di rischio da monitorare costantemente nel quadro della sfida globale con gli Stati Uniti.