CANBERRA - L’esecutivo investirà altri 3,6 miliardi di dollari nel settore childcare, prorogando per due anni l’aumento salariale per i lavoratori e mantenendo un tetto alle rette pagate dalle famiglie.
La misura conferma il rialzo del 15% per il personale dei centri per la prima infanzia e di assistenza extra scolastica, compresi cuochi, assistenti, tirocinanti, apprendisti ed educatori. Il pagamento, introdotto alla fine del 2024, sarebbe scaduto a novembre. La sua estensione viene decisa dopo mesi di timori tra genitori e gruppi di settore, preoccupati da un possibile aumento delle rette se il programma fosse terminato.
“Gli educatori della prima infanzia meritano ogni centesimo che ricevono e questo finanziamento rende stabile il loro aumento”, ha detto il ministro dell’Istruzione Jason Clare. Secondo il governo, il programma ha aiutato ad attirare nuovi lavoratori e a contenere i costi per le famiglie.
I dati forniti da Canberra indicano che gli insegnanti della prima infanzia guadagnano oggi 410 dollari in più alla settimana rispetto al periodo precedente all’avvio dello schema. Dal dicembre 2024, circa 20mila lavoratori sono entrati nel settore.
Dal primo luglio, l’aumento sarà esteso anche a 15.400 operatori del family day care e dell’assistenza domiciliare. Per i datori di lavoro, però, arriveranno regole più severe. I fornitori dovranno fare domanda per ricevere i fondi e trasferirli ai lavoratori tramite le buste paga.
Dal luglio 2027, i pagamenti potranno essere tagliati o sospesi per i servizi che non rispettano lo standard nazionale di sicurezza del childcare. Al momento, circa il 5% dei servizi di early learning non rispetta tale requisito.
The Parenthood ha accolto la decisione come una risposta concreta agli avvertimenti su aumenti imminenti delle rette e instabilità nel settore. La CEO Georgie Dent ha definito il finanziamento “una vera vittoria”, sostenendo che i genitori hanno bisogno di servizi accessibili, di qualità e garantiti da una forza lavoro stabile.
I gruppi del settore avevano lanciato l’allarme dopo l’assenza dello schema dal budget federale. Lo United Workers Union aveva anche pianificato uno sciopero a luglio se il governo non avesse confermato nuovi fondi.
I fornitori, che avevano già promesso di aumentare le rette di non oltre il 4,2% nei 12 mesi fino ad agosto, dovranno accettare un nuovo limite per l’anno successivo. Chi supererà il tetto potrà perdere il pagamento o essere obbligato a restituirlo. Ma i gestori chiedono margini maggiori, dopo l’aumento del 4,75% del salario minimo deciso a maggio.