BERLINO - “Uno dei peggiori massacri di questa guerra” è con queste parole che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha definito l’attacco russo contro una scuola utilizzata come centro per la distribuzione degli aiuti umanitari nella regione di Zaporizhzhia.
Secondo Kiev, almeno 33 persone sarebbero morte e circa 50 risulterebbero ancora disperse sotto le macerie. Le squadre di soccorso proseguono le ricerche, anche se fortemente rallentate dal timore di nuovi bombardamenti nell’area.
La struttura non veniva più utilizzata per le lezioni, ma accoglieva regolarmente residenti in cerca di assistenza. Secondo Kiev, dopo un primo bombardamento sarebbero state sganciate altre bombe nella zona, mentre erano già in corso i soccorsi.
“Una tattica crudele che i russi adottano sistematicamente”, ha denunciato Zelensky, riferendo di una nuova ondata di attacchi in diverse zone del Paese.
A Kharkiv è stato colpito un complesso ospedaliero: 73 persone, tra pazienti, personale sanitario e residenti degli edifici vicini, sono rimaste ferite. Danneggiato anche il reparto di cardiologia. La nuova offensiva russa sta prendendo di mira soprattutto il sistema energetico ucraino.
Impianti di produzione e sottostazioni sono stati colpiti in nove regioni, provocando interruzioni di corrente e costringendo almeno tre centrali a fermare la produzione. Zelensky ha sottolineato come l’attacco sia avvenuto proprio mentre negli Stati Uniti si votava per il rinnovo del Congresso, invitando Washington a non ignorare il messaggio che, secondo Kiev, Mosca avrebbe voluto mandare.
Il presidente ucraino ne ha parlato a Berlino, dove ha incontrato il cancelliere Friedrich Merz. La Germania ha annunciato ulteriori aiuti per aiutare l’Ucraina ad affrontare un inverno che si preannuncia particolarmente difficile. Berlino dovrebbe mettere a disposizione altri 200 milioni di euro, destinati anche al sostegno del sistema energetico, e Merz ha invitato gli altri Paesi europei ad aumentare il proprio contributo.
Il cancelliere tedesco ha inoltre convocato per il 19 novembre a Berlino una riunione della Coalizione dei Volenterosi, con l’obiettivo di definire il livello del sostegno all’Ucraina nel 2027, in particolare sul piano militare, e coordinare le future garanzie di sicurezza. Merz ha lanciato anche un messaggio a Donald Trump in vista del vertice del G20 previsto a Miami a dicembre.
Se Vladimir Putin sarà invitato e si discuterà della guerra, ha sostenuto, anche Zelensky dovrà essere presente. “È completamente inaccettabile che Paesi terzi discutano del futuro dell’Ucraina senza coinvolgere l’Ucraina stessa”, ha dichiarato.
Prima del G20, l’attenzione diplomatica sarà però concentrata su Abu Dhabi. Il 10 e 11 novembre sono previsti nuovi colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, mediati dagli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Sul tavolo ci saranno la de-escalation, gli interventi umanitari, le garanzie di sicurezza per il dopoguerra e le condizioni per arrivare alla fine delle ostilità.
Merz ha chiesto a Mosca di dimostrare in quella sede di voler affrontare seriamente il negoziato. Prima dell’appuntamento negli Emirati, Witkoff e Kushner dovrebbero confrontarsi a Bruxelles con rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito, Unione Europea e Nato sulle garanzie di sicurezza e sulla ricostruzione dell’Ucraina.
Un altro passaggio, decisamente meno convenzionale, è previsto alla Casa Bianca. Melania Trump dovrebbe incontrare i rappresentanti di Ucraina e Russia per affrontare il tema della tregua umanitaria ottenuta a Oleshky, nella regione di Kherson.
La Casa Bianca ha definito l’intervento “un momento straordinario nella storia americana” e “un’iniziativa diplomatica senza precedenti di una first lady americana”.
La tregua localizzata ha infatti permesso l’ingresso degli aiuti umanitari e l’organizzazione dell’evacuazione dei civili dalla città, ancora segnata da condizioni estremamente difficili.
Dal Cremlino, tuttavia, il portavoce Dmitry Peskov ha commentato l’annuncio dell’incontro alla Casa Bianca affermando: “Non so nulla di tutto questo. Non ne sono a conoscenza”.