Una serata di gala per dare agli anziani della casa di riposo di Ryde qualcosa in più delle cure. Sabato 31 ottobre, l’Associazione S. Antonio da Padova Protettore di Poggioreale, che a Ryde gestisce l’omonima casa di riposo, ha riunito 500 ospiti nella sala Doltone House dello Star City Function Event Centre di Pyrmont per il Gala Ball 2026, intitolato ‘La Dolce Vita’, con dress code black tie a tema Casino Royale.

Obiettivo della serata: avviare il ‘S. Antonio Life Enrichment & Community Legacy Fund’, un nuovo fondo destinato ai residenti della S. Antonio da Padova Nursing Home. Tra i gesti più generosi, la donazione di 20mila dollari della famiglia Aloisio, legata a una promessa fatta quarant’anni fa.

Il fondo nasce per finanziare tutto ciò che va oltre l’assistenza sanitaria e quotidiana, e si regge su tre pilastri. Il primo riguarda la cultura e la socialità: musica, buona cucina, eventi e momenti condivisi che facciano incontrare persone e generazioni. Il secondo punta sui legami familiari, con incontri speciali e strumenti tecnologici che aiutino i residenti a restare vicini ai propri cari. Il terzo è dedicato alla memoria: raccogliere e conservare le storie di vita degli ospiti, perché ispirino i più giovani e perché ognuno si senta riconosciuto e parte della comunità.

“Le cure mediche sono un dovere e quelle sono assicurate – ha spiegato la segretaria dell’associazione, Maria Franco –, ma noi vogliamo dare di più: vogliamo arricchire la vita dei nostri anziani. Troppo spesso la gente si dimentica di loro”.

L’associazione è guidata dal presidente Filippo Pace. Nel consiglio direttivo siedono il vicepresidente Paul Signorelli, la segretaria Maria Franco, il tesoriere Nunzio Pace, l’assistente tesoriere Sandy Barbagallo e i consiglieri Filippa Indovino, Carmela Ohmenzetter, Anthony Avvenevole, Nicholas Di Girolamo, Lina Maiorana e Anthony Pizzolato. Dietro il ballo, c’è anche il lavoro di un sottocomitato eventi nato fuori dal consiglio direttivo, guidato da Franco insieme a Indovino. Il comitato propone le idee e prepara il lavoro, poi il direttivo dà l’approvazione finale sulle spese. Le volontarie si incontrano una volta al mese, ogni due settimane quando il gala si avvicina, e sono state loro a realizzare i centrotavola. Tra i volontari che hanno dato un contributo prezioso alla serata Fabiola Gazzera, che ha curato il libretto della serata.

A colpire Franco è stata anche l’età dei volontari: una ventina di ragazzi tra i 17 e i 25 anni, molti dei quali nipoti dei soci: “Vedere che le nuove generazioni si avvicinano è meraviglioso”, ha detto.

Da oltre 56 anni l’associazione tiene unita la comunità originaria di Poggioreale, i discendenti e gli amici con iniziative culturali, religiose e sociali. A Ryde gestisce una residenza su quattro piani, specializzata nella cura della demenza e nei casi che richiedono più assistenza, con cappella, caffetteria, sala multimediale, parrucchiere e un grande salone per le attività di comunità.

La storia più toccante della serata è quella della famiglia Aloisio. Nei primi anni Ottanta, Michele Aloisio e la moglie avevano in affitto la terra dell’associazione e ci coltivavano pomodori e peperoni. Quando decisero di comprare una fattoria, avevano alternative più grandi, da 50, 80, persino 100 acri, più o meno allo stesso prezzo. Ma l’associazione S. Antonio aveva messo in vendita il suo terreno di 25 acri e Michele Aloisio scelse quello.

“Mio padre disse, ‘Qui le cose ci sono andate bene, compriamo da S. Antonio, perché ci sentiamo benedetti’”, ha ricordato il figlio Frank.

L’acquisto fu concluso nel settembre 1986 e annunciato dal palco. In quell’occasione, Michele promise che un giorno avrebbe ricambiato con una grande donazione. Sabato scorso, con i 20mila dollari consegnati al gala, la famiglia ha mantenuto la parola.

Frank ha lavorato con il padre su quella terra fin da bambino. Oggi possiede fattorie e proprietà tra Wilton, Bringelly, Silverdale e il Central West, è stato per cinque anni nel consiglio direttivo dell’associazione e dopo un ictus che nel 2014 lo aveva paralizzato, è tornato a camminare.

“Tutto quello che ho viene da quella terra – ha detto, annunciando che “non finirà qui” –: ci sarà un’altra donazione importante. La cifra la conosco, ma per ora la tengo per me”.

Il totale raccolto dal gala sarà annunciato nelle prossime edizioni.