CITTÀ DEL MESSICO - È l’uomo del giorno. Anzi, il golden boy dello sport italiano e mondiale. Vent’anni e una carriera da campione appena iniziato: nella capitale messicana, storicamente croce e delizia per il tricolore, il bolognese della Mercedes si gode il suo primo titolo iridato tra i piloti, ottenuto con un terzo posto alle spalle di pluri-decorati come Versappen e Hamilton. “Sto iniziando a realizzare - ha spiegato l’emiliano -. L’ultimo giro è stato davvero emozionante, ho mollato completamente il passo perché avevo le lacrime agli occhi. Facevo fatica a vedere la pista. È stato davvero emozionante e lo è ancora adesso. Un momento incredibile, soprattutto poterlo condividere con la mia famiglia, con il mio team e con i miei amici”.

Qualche lacrima, sul podio, è scivolata ma la gioia ha presto preso il sopravvento quando Verstappen e Hamilton lo hanno issato sulle spalle, celebrandone il successo. “Farò il frame del video e me la metterò sul muro in casa. È stato incredibile. Sono quei momenti che rimarranno con te per tutta la vita”, ha aggiunto Antonelli, che nella sua cameretta aveva il poster di una leggenda come Senna.  A bordo della sua Mercedes ha dominato l’annata del circus, ma nella sua mente ha chiaro il momento in cui ha pensato seriamente di poter mettere in bacheca il Mondiale: “Dopo Monza. È stata una stagione incredibile, siamo stati molto consistenti. Ora cercheremo di finire bene: mancano ancora delle gare e sarebbe bello chiudere con dei bei risultati in vista del 2027”.

Nonostante il titolo, Antonelli ha ribadito che non si farà disegnare sulla prossima livrea il numero 1: “Resterò col 12: è un modo per me per rimanere con i piedi per terra. Mantenere il 12 per me è come un nuovo punto d’inizio, in cui ricostruire e cercare di replicarsi. È un modo per restare concentrati per il prossimo anno”. Dove, alla sua seconda stagione tra i grandi, sarà già l’uomo, anzi il ragazzo, da battere.