BRUXELLES – Congelatori che improvvisamente smettono di raffreddare, temperature che salgono fino a 50 gradi e intere scorte di alimenti da buttare. Una nuova ondata di sospetti attacchi informatici ha colpito nella notte tra domenica e lunedì i sistemi di refrigerazione di numerosi supermercati europei.
L’azione ha provocato danni economici e costretto alcuni punti vendita a sospendere temporaneamente l’attività.
Gli episodi sono stati segnalati in Svezia, Belgio, Lussemburgo, Estonia e Irlanda, a tre settimane da un attacco analogo che, il 12 ottobre, aveva interessato centinaia di supermercati francesi. Le modalità sono simili, ma al momento non è stato accertato se dietro i diversi episodi ci siano gli stessi responsabili o un’azione coordinata.
In Svezia, le catene Ica e Coop hanno segnalato anomalie nei sistemi di refrigerazione di diversi punti vendita. In alcuni casi, i termostati dei congelatori sono stati impostati a 50 gradi, provocando il deterioramento degli alimenti conservati.
“In questo momento stiamo svuotando i congelatori, non c’è molto altro che possiamo fare – ha dichiarato alla televisione pubblica Svt Dennis Vidal, responsabile di uno dei supermercati colpiti –. Stanno ricominciando a raffreddarsi, ma è già tutto rovinato”.
Coop ha confermato problemi in sei dei suoi circa 800 punti vendita svedesi, mentre Ica ha parlato di un numero limitato di negozi coinvolti. Alcuni supermercati sono rimasti chiusi nelle prime ore della mattinata per consentire ai tecnici di intervenire e al personale di eliminare i prodotti non più utilizzabili.
Le aziende hanno inizialmente precisato di non disporre di elementi sufficienti per confermare l’origine informatica dei guasti. Il Centro nazionale svedese per la cybersicurezza ha comunque avviato accertamenti.
In Belgio, l’allarme ha coinvolto alcune delle principali catene della grande distribuzione.
Circa 40 supermercati Delhaize hanno registrato improvvisi aumenti delle temperature, mentre problemi analoghi sono stati segnalati in 15 punti vendita Carrefour e in cinque negozi Spar, oltre che in alcuni esercizi Intermarché e Colruyt.
Secondo l’emittente Rtl, intorno alle quattro del mattino Delhaize ha inviato una comunicazione ai responsabili dei negozi per segnalare le anomalie. In alcuni frigoriferi e congelatori le temperature erano salite fino a 15 gradi, compromettendo la conservazione dei prodotti freschi e surgelati.
Diversi supermercati hanno dovuto eliminare intere scorte di alimenti, mentre altri hanno utilizzato camion refrigerati per limitare le perdite.
“Si tratta di un attacco informatico, non c’è altra spiegazione”, ha dichiarato Mich Vergauwen, portavoce di Carrefour Belgio, precisando tuttavia che l’impatto complessivo sulla catena è stato limitato.
Secondo Stephan Moelans, amministratore delegato di Sabcobel, società specializzata nella gestione degli impianti frigoriferi, gli hacker sarebbero riusciti ad attivare a distanza la modalità di sbrinamento delle apparecchiature, provocando l’innalzamento delle temperature.
Disservizi sono stati registrati anche in Lussemburgo, dove alcuni negozi hanno segnalato anomalie simili.
In Irlanda, il gruppo Musgrave ha confermato un incidente informatico che ha interessato i sistemi di refrigerazione di 13 supermercati SuperValu. L’azienda ha precisato che il problema riguarda uno specifico modello di apparecchiatura e che gli altri reparti dei punti vendita continuano a funzionare regolarmente.
Anche in Estonia è stato segnalato un attacco a una grande catena di supermercati. Secondo Jann Mutso, amministratore delegato della società di refrigerazione commerciale Kitman Coldtech, gli hacker sarebbero riusciti ad accedere al computer che controllava un impianto, modificando la temperatura impostata fino a 50 gradi.
L’intervento dei tecnici, avvenuto nel giro di una decina di minuti, avrebbe permesso di evitare danni significativi. Mutso ha spiegato alla televisione pubblica estone che sarebbero stati presi di mira sistemi di controllo Danfoss di vecchia generazione, con modalità analoghe a quelle osservate in Francia.
Il precedente francese è particolarmente significativo per le dimensioni dell’attacco e per le conseguenze economiche. Nella notte tra l’11 e il 12 ottobre, centinaia di supermercati erano stati colpiti da intrusioni informatiche che avevano alterato il funzionamento degli impianti di refrigerazione.
Tra le catene coinvolte figuravano Intermarché, Coopérative U, Carrefour, Leclerc e Monoprix. Secondo le diverse ricostruzioni, erano state compromesse centinaia di unità di refrigerazione, con temperature passate in alcuni casi da meno 27 a oltre 50 gradi.
Quando i dipendenti erano arrivati al lavoro, avevano trovato frigoriferi e congelatori pieni di alimenti deteriorati. Carne, latticini, salumi, verdure e prodotti surgelati erano diventati inutilizzabili, con perdite economiche complessive stimate in milioni di euro.
In alcuni punti vendita i danni avevano superato i 130mila euro. Erano stati segnalati anche incendi di alcune apparecchiature, sui quali le autorità francesi hanno avviato accertamenti.
La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta e il governo francese ha coinvolto l’Anssi, l’agenzia nazionale per la sicurezza informatica. Nessuno ha rivendicato l’attacco e gli investigatori non hanno ancora identificato i responsabili.
Come è possibile che un hacker riesca a trasformare un congelatore in una fonte di calore? La spiegazione riguarda il funzionamento dei moderni sistemi di refrigerazione industriale. Nei supermercati, frigoriferi e celle frigorifere sono spesso collegati a reti informatiche che permettono ai tecnici di controllare le temperature e modificare le impostazioni a distanza.
Questa tecnologia consente di gestire contemporaneamente numerosi impianti e di intervenire rapidamente in caso di malfunzionamenti, ma può diventare un punto vulnerabile se i sistemi non sono adeguatamente protetti.
Nel caso francese, secondo le ricostruzioni disponibili, gli aggressori avrebbero sfruttato i sistemi di controllo della società danese Danfoss, uno dei principali produttori di apparecchiature per la refrigerazione industriale.
Gli hacker sarebbero riusciti a manipolare la funzione di sbrinamento automatico, un meccanismo normalmente utilizzato per eliminare il ghiaccio accumulato negli impianti. Prolungando artificialmente questa operazione, avrebbero fatto aumentare le temperature per diverse ore.
L’attacco è avvenuto durante la notte, quando i supermercati erano chiusi e il personale non poteva accorgersi immediatamente delle anomalie.
Danfoss ha confermato che alcune delle apparecchiature coinvolte utilizzavano versioni obsolete del firmware, il software che controlla il funzionamento dei dispositivi elettronici. L’azienda ha ricordato di aver raccomandato ai clienti l’installazione degli aggiornamenti di sicurezza e la sostituzione dei sistemi più vecchi.
Resta tuttavia da accertare quale vulnerabilità sia stata effettivamente sfruttata dagli aggressori e se gli episodi registrati nei diversi Paesi abbiano un’origine comune.
A rendere il quadro ancora più preoccupante sono le indagini avviate negli Stati Uniti su una serie di anomalie verificatesi alla fine di agosto nei sistemi di refrigerazione di almeno sei basi militari.
A Fort Huachuca, in Arizona, i congelatori di un commissariato militare, cioè un punto vendita destinato al personale delle forze armate, erano entrati durante la notte in modalità sbrinamento, facendo aumentare le temperature fino a deteriorare gli alimenti conservati.
Episodi simili erano stati segnalati in altre installazioni militari. Inizialmente considerati semplici guasti, sono ora oggetto di un’indagine del Pentagono, che sta verificando l’ipotesi di un attacco informatico.
Gli investigatori americani stanno collaborando con le autorità francesi per verificare eventuali collegamenti tra i diversi episodi. Non esistono però, al momento, prove pubbliche che dimostrino una relazione tra le anomalie registrate nelle basi statunitensi e gli attacchi ai supermercati europei.
La successione degli episodi ha comunque acceso i riflettori su un problema più ampio: la vulnerabilità informatica delle infrastrutture che regolano attività quotidiane e servizi essenziali.
Non si tratta soltanto di sottrarre dati personali o bloccare sistemi informatici. Attraverso apparecchiature connesse a Internet, un attacco può provocare conseguenze materiali immediate, danneggiando merci, interrompendo attività commerciali e compromettendo la sicurezza alimentare.
Il caso dei supermercati dimostra inoltre quanto possa essere elevato il costo di un’intrusione anche quando non vengono sottratti dati o richiesti riscatti. Bastano poche ore di alterazione delle temperature per rendere inutilizzabili grandi quantità di alimenti e provocare perdite economiche considerevoli.