CANBERRA – Anthony Albanese dovrebbe discutere con il primo ministro britannico Andy Burnham possibili cambiamenti alle regole per i backpacker del Regno Unito durante il Commonwealth Heads of Government Meeting nei Caraibi.
In base all’accordo di libero scambio tra Australia e Regno Unito, i giovani britannici muniti di visto/vacanza lavoro sono esentati dall’obbligo di lavorare nelle aree regionali o rurali per ottenere l’estensione del soggiorno, requisito che continua invece ad applicarsi ai cittadini di altri Paesi.
Il fondatore di Backpacker Job Board, Matthew Heyes, ha accolto favorevolmente l’ipotesi di incentivare nuovamente i britannici a lavorare fuori dalle grandi città, ma ha criticato le modifiche proposte dal Partito laburista per gli altri titolari del working holiday visa.
Il ministro degli Interni Tony Burke ha annunciato una riduzione del limite per i visti del secondo anno da 57mila a 45mila e, per quelli del terzo anno, da 31mila a 5mila.
Per ottenere le estensioni, i candidati provenienti da Paesi diversi dal Regno Unito dovrebbero inoltre entrare in un sistema di sorteggio.
Secondo Heyes, questa impostazione rischia di indebolire gli incentivi a lavorare nelle zone regionali.
“Se il governo vuole riportare i backpacker britannici nelle regioni, deve eliminare il sorteggio per tutti e garantire il visto aggiuntivo a chi completa il lavoro richiesto”, ha dichiarato.
Con il sistema proposto, ha aggiunto, mesi di lavoro potrebbero tradursi soltanto nella possibilità di partecipare a una selezione casuale.
Un portavoce di Burke ha ribadito che il governo intende ridurre l’immigrazione netta dall’estero senza privare il Paese della manodopera necessaria in settori come assistenza agli anziani, ospedali ed edilizia.
Per l’agricoltura, l’esecutivo considera prioritario il Pacific Australia Labour Mobility scheme, che consente alle imprese australiane di assumere lavoratori provenienti da nove Paesi insulari del Pacifico e da Timor Est per colmare carenze nelle aree rurali e regionali.
La Coalizione ha promesso invece di abolire i limiti numerici sui visti vacanza/lavoro, aumentando però le tariffe per chi intende rimanere in Australia oltre un anno. Sarebbero previste esenzioni per chi svolge lavoro regionale.
Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha accusato il governo di aver perso il controllo della politica migratoria e ha criticato il ricorso al sorteggio.
Taylor ha indicato come elemento centrale della proposta della Coalizione il ritorno all’obbligo di lavoro regionale anche per i backpacker britannici, sostenendo la necessità di una politica migratoria concentrata sulle competenze anziché su flussi elevati.