CANBERRA – L’Alta Corte australiana ha avviato l’esame dei ricorsi contro il divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni, con particolare attenzione al possibile impatto delle norme sulla libertà di comunicazione politica e sulla partecipazione dei giovani alla vita pubblica.
Dal dicembre 2025, gli under 16 sono esclusi da dieci piattaforme digitali in base alla nuova legislazione federale.
Il Digital Freedom Project aveva annunciato un ricorso all’Alta Corte nelle settimane precedenti all’entrata in vigore del divieto, con l’obiettivo di far annullare le norme.
Pochi giorni dopo è arrivata una seconda contestazione da parte di Reddit, che ha sollevato dubbi sulla privacy, sulla libertà di espressione politica e sulla stessa decisione di includere la piattaforma nel provvedimento.
Il governo aveva riconosciuto fin dall’inizio che la legge poteva incidere sui diritti dei minori, sostenendo però che la tutela dai danni dei social media giustificasse le restrizioni.
Secondo l’esperto di diritti dell’infanzia Noam Peleg, questo è il nodo centrale che i giudici dovranno affrontare.
“Se la Corte ribadirà che gli australiani godono del diritto alla comunicazione politica e all’espressione politica, la questione sarà se tale diritto si estenda anche ai minori e alle piattaforme online”, ha spiegato.
In caso affermativo, ha aggiunto, sarà necessario stabilire se il divieto rappresenti una misura proporzionata.
Peleg ha inoltre osservato che i giovani non dovrebbero essere esclusi dal dibattito politico soltanto perché non hanno diritto di voto.
“Quando si tratta di bambini, invece di educarli, come normalmente facciamo, diciamo semplicemente: siete fuori”, ha affermato.
L’Australia si colloca al 142esimo posto su 194 Paesi nell’annuale KidsRights Index, che attribuisce il risultato anche a un contesto giudicato poco favorevole all’espansione dei diritti dei minori.
Le udienze coincidono con il tentativo del governo Laburista di approvare il nuovo obbligo di tutela digitale, che imporrebbe alle piattaforme tecnologiche una responsabilità legale diretta nella prevenzione dei danni, anziché affidarsi prevalentemente alle segnalazioni degli utenti.
L’efficacia del divieto resta inoltre oggetto di discussione.
Una ricerca pubblicata in giugno ha indicato che fino all’80 per cento degli under 16 potrebbe continuare a utilizzare i social media nonostante le restrizioni.