MELBOURNE – Il governo laburista del Victoria continua a perdere pezzi dopo il cambio di leadership che ha portato Ben Carroll alla guida dell’esecutivo. A due giorni dalle dimissioni della premier Jacinta Allan, altre due figure di primo piano del governo hanno annunciato il loro addio alla politica: Harriet Shing e Lily D’Ambrosio non si ricandideranno alle elezioni statali del 28 novembre e lasceranno contestualmente i loro incarichi ministeriali.
Harriet Shing, ministra della Sanità ed esponente di spicco dell’ala più vicina ad Allan, ha comunicato la propria decisione al nuovo premier Ben Carroll. Eletta al Parlamento del Victoria nel 2014, Shing è stata negli ultimi anni una delle ministre più influenti del governo laburista, ricoprendo diversi incarichi di peso prima di assumere la responsabilità del delicato portafoglio della Sanità.
In una dichiarazione, Shing ha affermato di essere orgogliosa dei risultati raggiunti dal Partito laburista durante gli anni di governo, ma di ritenere arrivato il momento di “passare queste opportunità e queste responsabilità alla prossima persona”. La ministra ha inoltre espresso pieno sostegno al nuovo premier, dichiarando che Carroll “merita il pieno sostegno, la solidarietà e il rispetto del governo, del gruppo parlamentare e dell’intero movimento laburista” nella sfida elettorale contro liberali e One Nation.
Anche Lily D’Ambrosio, una delle veterane del laburismo del Victoria e volto storico dell’esecutivo, ha annunciato il ritiro dalla vita politica. Dopo 24 anni da deputata per il collegio di Mill Park e venti anni trascorsi al governo, conclude una delle carriere più longeve della politica statale. D’Ambrosio è stata inoltre la ministra dell’Energia e del Clima più longeva nella storia australiana.
Ripercorrendo la propria esperienza, D’Ambrosio ha indicato come principale risultato il processo di transizione energetica dello Stato. Quando il governo laburista tornò al potere nel 2014, meno dell’11% dell’elettricità del Victoria proveniva da fonti rinnovabili; oggi la quota ha raggiunto il 45%.
“Dove è andato il Victoria, il resto del Paese ha seguito”, ha affermato, incoraggiando inoltre le giovani donne a impegnarsi in politica e auspicando che una candidata locale possa raccogliere il suo testimone nel collegio di Mill Park.
La sua uscita assume un particolare valore simbolico: D’Ambrosio era infatti l’ultima ministra ancora in carica del primo governo guidato da Daniel Andrews nel 2014 e, insieme a Jacinta Allan, una delle ultime esponenti rimaste della stagione politica dei governi Bracks-Brumby.
Le due decisioni arrivano in un momento particolarmente delicato per il governo. Le dimissioni di Jacinta Allan, ufficializzate martedì, hanno chiuso una fase politica caratterizzata dalla continuità con l’era di Daniel Andrews e aperto un nuovo capitolo sotto la leadership di Ben Carroll. Il nuovo premier è ora chiamato a ricostruire la squadra di governo e a rilanciare l’immagine del partito in vista delle elezioni.
L’uscita contemporanea di due ministre di peso rappresenta molto più di un semplice avvicendamento. Si tratta dell’ennesimo segnale del profondo ricambio generazionale che sta attraversando il laburismo del Victoria, impegnato a ridefinire i propri equilibri interni dopo anni di governo.
Le dimissioni di Allan, Shing e D’Ambrosio lasciano ora tre posti vacanti all’interno del governo, tutti appartenenti alla corrente di sinistra del Partito laburista. Carroll ha annunciato che il gruppo parlamentare si riunirà oggi per eleggere i nuovi ministri, mentre il nuovo esecutivo presterà giuramento poco dopo. Uno dei posti, già destinato a sostituire Jacinta Allan, dovrebbe andare al deputato Tim Richardson.
Il premier ha assicurato che la distribuzione dei portafogli sarà definita “molto presto”, ribadendo che i cittadini del Victoria “chiedono una nuova direzione” e promettendo di imprimere un cambio di passo al governo.
Tra le modifiche più attese c’è anche la sostituzione della procuratrice generale Sonya Kilkenny, considerata vicina all’ex premier Jacinta Allan e protagonista della contestata sfida interna che ha preceduto l’elezione di Carroll alla guida del partito. Diversi ministri che avevano sostenuto il cambio di leadership sarebbero destinati a ottenere incarichi di maggiore peso nel nuovo esecutivo.
L’avvicendamento alla guida del governo punta a completare rapidamente la transizione e a proiettare i laburisti in modalità elettorale nel giro di poche settimane. Carroll ha già indicato alcune priorità che segneranno una discontinuità rispetto alla precedente amministrazione, tra cui l’istituzione di una Commissione reale sull’industria delle costruzioni coinvolte nel progetto Big Build, un dialogo più stretto con il mondo delle imprese e un maggiore controllo sulla spesa pubblica.
Allo stesso tempo, il premier ha confermato che il governo continuerà a concentrarsi sul costo della vita, tema centrale della campagna elettorale. Non sarà ritirato il disegno di legge che rafforza la tutela del lavoro da remoto nell’ambito della normativa antidiscriminazione, ma Carroll ha ventilato “modifiche ragionevoli” quando approderà alla Camera alta l’11 agosto, mentre il futuro del controverso progetto infrastrutturale Suburban Rail Loop sarà deciso solo dopo una revisione dei contratti già sottoscritti.
Il nuovo premier accelera inoltre la riorganizzazione del governo in vista delle elezioni. Secondo fonti vicine all’esecutivo, avrebbe scelto Julie Ligeti, una delle figure più esperte del Partito laburista, come nuova capo di gabinetto, con la nomina attesa nei prossimi giorni. Ligeti vanta una lunga esperienza politica: è stata consigliera senior del governo guidato da Steve Bracks e capo dello staff di diversi ministri federali, tra cui Brendan O’Connor e l’attuale ministra dell’Edilizia Clare O’Neil.
La sua nomina la metterebbe alla guida dell’Ufficio del Premier, una struttura composta da circa 90 persone, con il compito di coordinare l’agenda politica del governo fino al voto.
Carroll ha ringraziato pubblicamente le due ministre per il loro contributo, sottolineando che “nel corso di molti anni di servizio hanno portato compassione, determinazione e un forte senso del dovere, migliorando la vita dei cittadini del Victoria e rafforzando le comunità che hanno rappresentato”.
Anche il movimento sindacale e le organizzazioni ambientaliste hanno reso omaggio a entrambe le ministre. Il segretario del Victorian Trades Hall Council, Luke Hilakari, ha definito D’Ambrosio “una combattente instancabile” e Shing “una convinta sostenitrice dei valori laburisti”, ricordandone l’impegno nella battaglia per l’uguaglianza. Environment Victoria ha invece elogiato D’Ambrosio come “probabilmente la ministra dell’Energia e del Clima più efficace” nella storia australiana, attribuendole il merito di aver guidato la decarbonizzazione del sistema elettrico del Victoria e di aver contribuito a ridurre i costi energetici per le famiglie.