NEW YORK – Entra nel vivo la corsa per il dopo António Guterres. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha avviato il processo per la scelta del prossimo segretario generale, il cui secondo mandato quinquennale scade il 31 dicembre.
Si è tenuto a porte chiuse un primo straw poll (voto esplorativo) per misurare il sostegno ai sette candidati. Finora sono in lizza quattro donne e tre uomini: Michelle Bachelet (Cile), Maria Fernanda Espinosa (Ecuador), Rafael Grossi (Argentina), Rebeca Grynspan (Costa Rica), Carolyn Rodrigues-Birkett (Guyana) e Macky Sall (Senegal), più Olara Otunnu (Uganda), che solo recentemente si è messo in competizione.
Grossi, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), è il nome più conosciuto a livello internazionale, anche se al momento non sembra esistere un chiaro favorito.
Pesa nel processo il ruolo determinante dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza - Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito - che hanno potere di veto e finora non hanno ancora reso note le proprie preferenze.
Nei giorni scorsi il presidente americano Donald Trump aveva lanciato la proposta di mettere a capo del Palazzo di Vetro il numero uno della FIFA, Gianni Infantino. Il Presidente, riporta il New York Post citando fonti della Casa Bianca, è convinto che il numero uno della Fifa abbia tutte le carte in regola per l’incarico e buone chance di essere eletto visti i “deboli” candidati che si sono fatti avanti per il posto che il segretario generale António Guterres lascerà a dicembre.
Un’eventuale elezione di Infantino cambierebbe sicuramente i rapporti fra il Presidente e le Nazioni Unite vista la solida alleanza che i due sono riusciti a creare durante i Mondiali. “Ha fatto un lavoro fantastico. Pochi riusciranno ad eguagliare i suoi successi”, ripete Trump da giorni.
Negli straw poll ogni Stato membro del Consiglio assegna in forma anonima a ciascun candidato uno di tre giudizi possibili: “encourage” (incoraggiare), “discourage” (scoraggiare) oppure “no opinion” (nessuna opinione). Il sistema permette ai candidati privi di un sostegno di ritirarsi volontariamente. Una volta raggiunto il consenso in Consiglio il nome del candidato unico sarà trasmesso all’Assemblea Generale per la ratifica formale.
Per tradizione, la carica di segretario generale viene assegnata a rotazione tra le diverse aree geografiche del mondo. Secondo questo principio, stavolta toccherebbe all’America Latina.
Una settimana fa, in vista del primo voto, sei dei candidati hanno partecipato ad audizioni pubbliche organizzate dall’Assemblea Generale e ad incontri riservati con il Consiglio di Sicurezza. Tra i contendenti, secondo un sondaggio informale della Bloomberg, la 52enne Rodrigues-Birkett è la candidata risultata più convincente per il 49% dei membri dell’Onu.