MELBOURNE – Due donne accusate di avere vissuto nei territori controllati dallo Stato islamico compariranno dinanzi alla Corte Suprema del Victoria, dopo l’accoglimento della procedura accelerata richiesta per esaminare il loro caso.

Kawsar Ahmad, 54 anni, e la figlia Zeinab Ahmad, 31, hanno partecipato oggi in collegamento video a una breve udienza della Melbourne Magistrates Court, confermando entrambe la dichiarazione di non colpevolezza.

Le imputate erano state incriminate a maggio per reati legati alla schiavitù, dopo essere tornate in Australia insieme ad altri familiari di ex combattenti dello Stato islamico.

Secondo l’accusa, Kawsar avrebbe lasciato il Paese intorno al gennaio 2015 per raggiungere la Siria con il marito Mohammed, Zeinab e gli altri figli, con l’intenzione di unirsi all’ISIS.

Nel 2017, Mohammed avrebbe acquistato per 10mila dollari americani un’adolescente ridotta in schiavitù. La giovane sarebbe stata ripetutamente violentata e picchiata dall’uomo. In uno degli episodi riferiti alla Corte, sarebbe stata colpita e trascinata per i capelli lungo due rampe di scale.

I pubblici ministeri sostengono che Kawsar avesse approvato l’acquisto e che avesse successivamente maltrattato la ragazza, minacciandola più volte di percosse o di una nuova vendita.

Zeinab non è accusata di averla aggredita fisicamente. L’adolescente ha tuttavia dichiarato di essere stata trattata “molto male” anche dalla donna più giovane.

Entrambe avevano chiesto la libertà su cauzione a giugno. Soltanto Kawsar l’aveva ottenuta, dopo che il magistrato aveva ritenuto molto basso il rischio rappresentato per la comunità.

La richiesta di Zeinab era stata invece respinta, poiché non erano emersi elementi ritenuti sufficienti a dimostrare una sua rinuncia all’ideologia del gruppo terroristico.

Kawsar ha seguito l’ultima udienza dalla propria abitazione, mentre la figlia è comparsa dal Dame Phyllis Frost Centre, dove resta detenuta.

La magistrata capo Lisa Hannan ha comunicato che la Corte Suprema del Victoria ha accettato i procedimenti nell’ambito del percorso accelerato e ha formalmente disposto il rinvio a giudizio.

Una prima udienza organizzativa è fissata per agosto. La cauzione di Kawsar è stata prorogata, con il mantenimento del divieto di frequentare moschee. Zeinab rimarrà in custodia, non avendo presentato una nuova istanza.