MELBOURNE - Geoffrey Watson, barrister specializzato in casi di corruzione e direttore di The Accountability Roundtable, ha chiesto una Commissione reale urgente sul Big Build del Victoria, sostenendo che sia l’unico strumento capace di chiarire fino in fondo le accuse di infiltrazioni criminali nei grandi cantieri dello Stato.
Watson si è unito alle richieste già avanzate dagli esperti anticorruzione Robert Redlich e Deborah Glass, dopo nuove rivelazioni pubblicate da The Age su presunti legami tra criminalità organizzata, bande di bikies, sindacato CFMEU e progetti infrastrutturali del governo del Victoria.
Il Big Build, programma da 109 miliardi di dollari di denaro pubblico, è al centro di accuse che includono estorsioni, violenze e aumenti dei costi gonfiati da tangenti. Secondo le ricostruzioni emerse, parte dei fondi sarebbe finita a figure della malavita, tra cui Mick Gatto, nonostante due anni di tentativi di bonificare il settore.
Watson, autore di un rapporto accusatorio sul CFMEU che ha contribuito all’avvio di una commissione d’inchiesta sul sindacato nel Queensland, ha detto di essere rimasto sorpreso dalla risposta del governo Laburista. Si aspettava, ha spiegato, una reazione proporzionata alla gravità delle accuse.
Ieri, la premier Jacinta Allan aveva respinto le richieste di una Commissione reale, sostenendo che uno strumento del genere costerebbe troppo, richiederebbe troppo tempo e non produrrebbe effetti immediati. Ha inoltre attribuito gli aumenti dei costi del Metro Tunnel all’inflazione, non alla corruzione. “L’aumento dei costi per costruire non è corruzione”, ha detto.
Per Allan, eventuali illegalità nel settore edile devono essere segnalate alla polizia. Watson contesta questa impostazione. Secondo lui, la polizia sta facendo il proprio lavoro, ma non dispone dei poteri adeguati per affrontare sistemi corruttivi complessi. Portare accuse di corruzione fino a un processo, ha osservato, è difficile proprio per questo.
Il legale ha espresso forte preoccupazione per il rifiuto della premier di accogliere un fronte di opinioni specialistiche ormai quasi unanime. A suo giudizio, se Allan mantiene questa linea, la criminalità organizzata potrebbe interpretarla come un segnale di continuità: affari come prima, almeno fino a un eventuale cambio di governo.
L’esecutivo statale ha indicato come risposta futura il rafforzamento dell’Independent Broad-based Anti-corruption Commission (IBAC), con nuovi poteri per seguire i flussi di denaro. Ma il processo di revisione dovrebbe concludersi solo entro la fine del 2027, dopo le elezioni statali di novembre.
Per Watson, il calendario è parte del problema. Se le accuse riguardano appalti pubblici, sindacati, imprese e criminalità organizzata, rinviare i poteri investigativi non fa luce sul sistema. Lo lascia lbero di lavorare.