SYDNEY - Gli australiani che puntano a comprare casa stanno rallentando, mentre tassi più alti, costo della vita e incertezza fiscale rendono il mercato immobiliare più fragile.

Secondo l’analisi di Cotality e i dati dell’Australian Bureau of Statistics (ABS), gli impegni sui prestiti per l’acquisto di proprietà sono diminuiti del 6,2 per cento nel trimestre di marzo.

Il calo si manifesta dopo due aumenti del tasso di sconto ufficiale da parte della Reserve Bank nello stesso trimestre, fino al 4,1 per cento. A maggio è stato deciso un altro rialzo, al 4,35 per cento, e il rapporto di Cotality avverte che l’effetto pieno della stretta non è ancora stato assorbito. La domanda, quindi, potrebbe indebolirsi ulteriormente.

Il mercato nazionale è già vicino a una fase di contrazione. I valori delle abitazioni stanno scendendo a Sydney e Melbourne, mentre la crescita rallenta nelle capitali di fascia intermedia. Nel primo trimestre di quest’anno, Perth ha guidato gli aumenti con un +6,8 per cento, seguita da Brisbane con +4,7 per cento. Sydney e Melbourne sono state le uniche capitali in calo, rispettivamente dello 0,9 e dell’1,5 per cento.

Anche gli investitori stanno diventando più cauti, pur restando una parte molto rilevante del mercato. A livello nazionale, il credito agli investitori è sceso del 5,3 per cento, ma continua a rappresentare oltre il 40 per cento del valore complessivo dei prestiti. Il calo più marcato si è visto nell’Australian Capital Territory, con quasi il 17 per cento in meno. Nel New South Wales la discesa è stata del 6,3 per cento, mentre South Australia e Tasmania hanno registrato aumenti del 4,7 e dell’8,8 per cento.

Il quadro è difficile anche per i primi acquirenti. I prestiti concessi a chi entra per la prima volta nel mercato sono diminuiti in tutte le giurisdizioni tranne l’ACT. A livello nazionale, il valore è sceso del 4,3 per cento nel trimestre. Nel New South Wales il calo è stato del 4,1 per cento, nel Victoria del 4,5. Il peggior dato arriva dal Northern Territory, con una flessione del 20,6 per cento.

Il Victoria continua comunque a guidare l’attività dei primi acquirenti come quota del totale, favorita dalla relativa accessibilità di Melbourne rispetto ad altre città e da impostazioni fiscali meno attraenti per gli investitori.

A pesare c’è anche il clima economico più ampio. La fiducia dei consumatori è peggiorata dall’inizio della guerra in Iran, tra rincari dei materiali e oscillazioni dei mercati azionari. Le modifiche a negative gearing e sconto sull’imposta sulle plusvalenze annunciate nel budget federale rischiano di aggiungere altra prudenza tra chi valuta un acquisto.