MIAMI - L’ex presidente cubano Raúl Castro è stato incriminato negli Stati Uniti con accuse di omicidio, in una decisa escalation della campagna americana contro il governo comunista dell’isola.
Secondo gli atti depositati davanti alla Corte Federale di Miami, Castro deve rispondere di associazione a delinquere finalizzata all’uccisione di cittadini statunitensi, quattro capi d’accusa per omicidio e due per distruzione di aeromobili.
L’incriminazione, datata 23 aprile, coinvolge anche altre cinque persone. Le accuse derivano da un episodio del 1996, quando jet cubani abbatterono aerei operati da un gruppo di esuli cubani. Il procuratore generale ad interim Todd Blanche ha richiamato il caso durante una cerimonia a Miami in memoria delle vittime.
“Il mio messaggio oggi è chiaro: gli Stati Uniti e il presidente Donald Trump non dimenticano e non dimenticheranno i propri cittadini”, ha detto Blanche davanti a una sala gremita di funzionari pubblici e cubano-americani.
Castro, 94 anni, è apparso in pubblico a Cuba all’inizio del mese e non ci sono segnali che abbia lasciato l’isola. È inoltre altamente improbabile che il governo cubano consenta una sua estradizione negli Stati Uniti. La mossa giudiziaria ha quindi una forte valenza politica, oltre che legale.
L’iniziativa viene intrapresa mentre Trump spinge per un cambio di regime a Cuba, dove i comunisti guidati dalla famiglia Castro sono al potere dalla rivoluzione del 1959, condotta dal fratello di Raúl, Fidel Castro. Ieri, il presidente americano ha definito Cuba uno “Stato canaglia” che ospita forze militari straniere ostili. Parlando alla Coast Guard Academy, nel Connecticut, ha promesso di cacciare “le forze dell’illegalità, del crimine e dell’intrusione straniera” dalla regione.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha respinto la narrazione americana, sostenendo che Cuba non rappresenta una minaccia. Il suo intervento è arrivato in un momento simbolico: la cerimonia di Miami si è svolta nell’anniversario della fine dell’occupazione militare americana di Cuba, il 20 maggio 1902, dopo secoli di dominio coloniale spagnolo. Per il governo cubano, quella data non segna una vera indipendenza, ma un periodo di subordinazione a Washington.
La tensione è aggravata anche dal blocco economico. Sotto Trump, gli Stati Uniti hanno minacciato sanzioni contro Paesi che forniscono carburante a Cuba, contribuendo a blackout e carenze energetiche e di beni di prima necessità. Il segretario di Stato Marco Rubio ha offerto 100 milioni di dollari americani in aiuti, accusando i leader cubani per mancanza di elettricità, cibo e carburante. Il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez ha definito l’offerta cinica, citando gli effetti devastanti del blocco.