LONDRA (INGHILTERRA) - Dall’Arsenal degli “Invincibili” di Arsene Wenger, all’Arsenal di Arteta. Ventidue anni di attesa, ieri la grande festa per un titolo atteso dal 2004 e che più volte era sfuggito per un soffio.

Al fischio finale di Bournemouth-Manchester City la liberazione dei Gunners: il tripudio nel quartier generale dove la squadra ha assistito al match dei Citizens, ma anche l’esplosione di gioia dei tifosi nei pub londinesi.

Fiumi di birra, ma anche di lacrime di commozione e gioia per un’attesa estenuante che finalmente è diventata estasi e non delusione.

Sembra quasi di leggere “Febbre a 90°”, il celebre libro di Nick Hornby (poi diventato anche un film) che racconta il titolo del 1989.

La squadra di Arteta in realtà ha condotto il campionato sempre in testa, ma qualche inciampo l’ha avuto e ha sempre sentito sul collo il fiato del ManCity. Intanto è riuscita a raggiungere anche la finale di Champions e il 30 maggio affronterà il Psg in un’altra partita storica.

C’è anche un po’ di Italia nel trionfo dei Gunners. Il bresciano Andrea Berta, classe 1972, è il direttore sportivo e ha portato nella Londra dei gunners il suo modello vincente ammirato nell’Atletico Madrid.

E poi c’è Riccardo Calafiori, difensore, ma non solo, visto che con Arteta è un jolly che ricopre tante zone del campo, un pò come ha fatto Pep Guardiola (da sempre il mentore del tecnico degli oggi campioni d’Inghilterra) nel suo ManCity con Stones e altri ancora.

Il romano e nazionale azzurro è stato tra i leader della festa post-titolo. Poi il suo eloquente post su Instagram, tra abbracci, salti e pugni al cielo e un “Best birthday ever...History!!!” che la dice lunga sulla sua gioia nell’aver festeggiato il suo 24esimo compleanno (definito appunto il migliore di sempre) proprio quando l’Arsenal, 22 anni dopo l’ultima volta, ha rimesso il proprio stemma sul trono d’Inghilterra.

Tra i post da segnalare anche quello di Declan Rice, il capitano che dopo la sconfitta incassata nello scontro diretto con il Manchester City, ancora in campo, diceva ai compagni “It’s not done”, ovvero non è ancora finita. Beh aveva ragione e adesso passa all’incasso scrivendo: “I told you all.. it’s done”, ovvero “ve l’avevo detto...È fatta”, ma per l’Arsenal.

Anche Pep Guardiola dopo il ko con il Bournemouth ha ammesso che è giusto così: “Arteta e la sua squadra lo meritano, complimenti”.

Signori si nasce, grandi allenatori si diventa, Pep è entrambe le cose e Arteta, come sempre, continua a seguirne la scia.