BUENOS AIRES – In Argentina cresce la protesta contro i tagli alla sanità pubblica voluti dal governo di Javier Milei. Questo mercoledì sindacati, associazioni mediche, operatori sanitari e organizzazioni sociali parteciperanno a una Marcia federale in difesa della salute pubblica, denunciando il progressivo definanziamento del settore.

La manifestazione principale partirà alle 13 davanti al Ministero della Salute, nel centro di Buenos Aires, e raggiungerà Plaza de Mayo con lo slogan “La salute non può aspettare”.

Secondo gli organizzatori, le misure di austerità adottate dall’esecutivo stanno aggravando la situazione degli ospedali pubblici, già colpiti dalla mancanza di medicinali, dalla riduzione delle risorse e dalle difficoltà del personale sanitario.

Alla mobilitazione aderiscono importanti sindacati del settore pubblico, come ATE e CICOP, insieme alla centrale sindacale CTA Autónoma, medici specializzandi, studenti e organizzazioni riunite nel Forum per il diritto alla salute. Oltre alla protesta nella capitale argentina, sono previste manifestazioni anche in altre città del Paese.

Tra le principali rivendicazioni dei manifestanti figurano i tagli al bilancio sanitario, la riduzione dei programmi nazionali, la carenza di forniture e medicinali, le difficoltà di accesso alle cure e il progressivo deterioramento degli ospedali pubblici. Secondo gli organizzatori, le misure di austerità colpiscono in particolare pensionati, pazienti cronici e fasce sociali vulnerabili che dipendono dal sistema sanitario statale.

Le organizzazioni promotrici della protesta sostengono inoltre che negli ultimi mesi la pressione su ospedali e centri sanitari pubblici sia aumentata perché sempre più persone, pur avendo assicurazioni sanitarie o piani privati, si rivolgono al sistema pubblico a causa dell’aumento dei costi della sanità privata. Denunciano anche problemi nella distribuzione dei vaccini e criticano il ridimensionamento di diversi programmi sanitari nazionali.

Alla vigilia della mobilitazione, il medico esperto di sanità pubblica Leonel Tesler ha affermato che il sistema sanitario argentino sta attraversando “una crisi senza pandemia”, mentre il ministro della Salute della provincia di Buenos Aires, Nicolás Kreplak, ha riferito che alcuni ospedali dell’area metropolitana registrano tassi di occupazione delle terapie intensive compresi tra l’80% e il 90%.

Il governo nazionale ha respinto le accuse di definanziamento. Il ministero guidato da Mario Lugones ha assicurato che il finanziamento dei programmi sanitari “è garantito” e ha difeso il sistema centralizzato di acquisto di medicinali e vaccini. Dall’esecutivo hanno inoltre sostenuto che dietro la protesta vi siano “motivazioni politiche”.

Parallelamente, il Ministero della Sicurezza e la polizia della Città di Buenos Aires predisporranno un piano speciale per controllare il traffico e rafforzare la sicurezza nell’area di Plaza de Mayo e della Casa Rosada durante la giornata di protesta.