ROMA - È iniziato alla Camera l’esame della proposta di legge della Lega che punta a rendere più severi i requisiti per ottenere la cittadinanza italiana e ad ampliare i casi in cui questa può essere revocata. 

Il provvedimento, composto da un solo articolo, interviene sulla normativa del 1992 e introduce nuove condizioni per gli stranieri nati in Italia che intendono diventare cittadini al compimento dei 18 anni. Prevede inoltre requisiti linguistici più stringenti e ulteriori cause ostative legate a condanne penali e motivi di sicurezza. 

La maggioranza difende la proposta come uno strumento per rafforzare il percorso di integrazione, mentre le opposizioni denunciano il rischio di introdurre norme discriminatorie. Il testo è ancora all’esame del Parlamento e potrebbe essere ulteriormente modificato. 

“La cittadinanza italiana non rappresenta soltanto il riconoscimento di uno status giuridico ma esprime l’appartenenza ad una comunità nazionale fondata su valori condivisi”, ha dichiarato la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, di Fratelli d’Italia, secondo cui l’acquisizione della cittadinanza deve rappresentare “il punto di arrivo di un percorso di integrazione, fondato non soltanto sui diritti, ma anche sul rispetto delle leggi e dei doveri”. 

La relatrice del provvedimento, Simona Bordonali della Lega, ha collegato la necessità di intervenire sulla materia ai recenti disordini avvenuti a Milano, citando la partecipazione di giovani stranieri e italiani alle devastazioni e ai saccheggi del fine settimana. 

Un riferimento contestato dalle opposizioni, che hanno ribadito la condanna delle violenze ma respinto il collegamento tra criminalità e cittadinanza. 

Il deputato del Pd Federico Fornaro ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine aggredite durante gli scontri, accusando però la maggioranza di voler utilizzare politicamente gli episodi. 

Critiche sono arrivate anche da Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Più Europa. Il deputato Riccardo Magi ha definito la proposta un testo “illiberale e discriminatorio”, accusando la maggioranza di perseguire obiettivi propagandistici. 

Sul piano normativo, la proposta interviene innanzitutto sulla possibilità per gli stranieri nati in Italia, che vi abbiano risieduto legalmente e senza interruzioni fino alla maggiore età, di acquistare la cittadinanza dichiarando la propria volontà entro un anno dal diciottesimo compleanno. 

La legge attuale riconosce questa possibilità al verificarsi dei requisiti previsti. Il nuovo testo introduce invece cause che potrebbero impedire l’acquisizione della cittadinanza, tra cui condanne per delitti contro la persona o il patrimonio, reati legati agli stupefacenti e comprovati motivi di sicurezza nazionale. 

Viene inoltre previsto un requisito relativo alla conoscenza della lingua italiana. 

La Lega ha presentato anche un ulteriore pacchetto di modifiche, definito “anti saccheggio”, che punta a impedire l’acquisto della cittadinanza al compimento dei 18 anni agli stranieri nati in Italia che abbiano riportato condanne per reati contro le forze dell’ordine o per devastazione e saccheggio. 

Si tratta di proposte ancora da esaminare, sulle quali potrebbe aprirsi un nuovo confronto parlamentare. 

Il provvedimento interviene anche sulla concessione della cittadinanza per le altre categorie di richiedenti, ampliando gli impedimenti legati a condanne per reati gravi, a determinate pene pronunciate all’estero e a motivi di sicurezza della Repubblica. 

Per quanto riguarda la lingua, viene stabilito che il giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione e delle leggi italiane debba essere pronunciato in italiano entro sei mesi dalla notifica del decreto di concessione. 

Un altro punto riguarda la revoca della cittadinanza già acquisita nei casi previsti dalla legge. 

La proposta estende l’elenco dei reati che possono determinare la perdita dello status in seguito a una condanna definitiva. Tra questi figurano omicidio, mutilazioni genitali femminili, tratta di persone, violenza sessuale, violenza sessuale su minori e violenza sessuale di gruppo. 

L’esame del testo, dichiarato urgente dalla Camera lo scorso luglio, proseguirà ora con il confronto sugli emendamenti e sulle pregiudiziali presentate dalle opposizioni.