BRISBANE – Il governo del Queensland si prepara ad approvare la prossima settimana una contestata riforma della normativa sul rilascio su cauzione destinata a colpire con maggiore severità chi commette nuovi reati mentre si trova in libertà provvisoria.
Il premier David Crisafulli ha confermato che le modifiche comporteranno un maggiore carico per tribunali, carceri e strutture di detenzione, ma ha sostenuto che la priorità debba rimanere la sicurezza della comunità.
La proposta introduce un reato autonomo per la violazione della cauzione, con una pena massima di tre anni di carcere.
Per i recidivi che commettono un reato grave mentre sono liberi su cauzione è prevista inoltre una pena minima di un anno.
Le disposizioni si applicheranno anche ai minorenni accusati o riconosciuti colpevoli di uno dei reati compresi nel regime Adult Crime, Adult Time, mentre per gli adulti saranno contemplate ulteriori fattispecie.
Cambierà anche il criterio utilizzato per concedere la libertà provvisoria.
Tribunali e polizia dovranno negarla a meno che non siano convinti “con un elevato grado di certezza” che l’imputato non commetterà altri reati.
Il governo ha riconosciuto che per introdurre le nuove norme sarà necessario introdurre deroghe allo Human Rights Act.
Organizzazioni impegnate nella tutela dei minori e dei diritti civili hanno espresso timori per un possibile aumento della popolazione detenuta, delle condizioni di sovraffollamento e della recidiva, oltre che per un impatto sproporzionato sulle comunità delle Prime Nazioni.
Crisafulli ha ammesso che inizialmente il sistema subirà un aggravio, ma ritiene che nel lungo periodo le norme possano ridurre i comportamenti criminali.
Il leader dell’opposizione Steven Miles ha annunciato che il Partito laburista sosterrà il provvedimento, condividendo il principio secondo cui chi commette reati durante la libertà su cauzione debba rispondere di conseguenze più severe.
Miles ha tuttavia chiesto al governo di prepararsi agli effetti su carceri, centri di detenzione minorile e celle di polizia, paventando un aumento delle aggressioni contro il personale in strutture già sovraffollate.
Durante l’intervento al Queensland Press Club, Crisafulli ha affrontato anche la contestata riforma delle relazioni industriali.
Le modifiche consentirebbero di interrompere azioni sindacali protette qualora rappresentassero un rischio per la vita, la sicurezza, la salute o il benessere delle persone oppure provocassero gravi danni all’economia statale.
Il Queensland Council of Unions ha contestato il piano, sostenendo che decisioni di questo tipo dovrebbero restare affidate a organismi indipendenti e non essere concentrate nelle mani di un singolo ministro.