BOURNEMOUTH (Inghilterra) - Prima ancora che la gara contro il Bournemouth, a caratterizzare la vigilia della sfida di Europa League sono state le notizie provenienti da Milanello in merito agli ultimi due infortunati, Ramos e Chukwueze, che si sono andati ad aggiungere ai già indisponibili Gabbia e Saelemaekers. Ma soprattutto in merito al centravanti portoghese (considerando che come alternativa in quel ruolo c’è il solo Camarda) Amorim ha provato a tranquillizzare: “Gonçalo non ha niente di eccessivamente grave - ha spiegato l’allenatore - si è fermato per precauzione dopo aver sentito un indurimento al polpaccio, la situazione di Chukwueze è diversa e valuteremo. In generale tutte le squadre europee hanno problemi con gli infortuni ed è per questo che facciamo rotazioni”. Sarà così per necessità anche contro il Bournemouth, partita nella quale uno dei giocatori più attesi sarà Cisse, protagonista assoluto la settimana scorsa con la tripletta al Salisburgo, anche se poi contro l’Atalanta è rimasto in panchina per 90’. “La prima cosa è non ingigantire la situazione e mettere pressione sui più giovani - ha voluto precisare Amorim -. Parlo di noi come club: dobbiamo aiutare i più giovani a capire che il calcio è una montagna russa. È all’inizio di qualcosa, siamo al 50% delle sue potenzialità. Ci sono cose che ancora non fa a un livello alto ma diamogli tempo: dobbiamo capire che il calcio cambia rapidamente. Bisogna lavorare duramente in settimana e poi ci sarà sempre più spazio per lui in squadra. Ma ripeto, è solo al 50% delle sue potenzialità”.
A che percentuale sia il suo Milan, invece, è ancora presto per dirlo, visto che la squadra alterna partite convincenti ad altre molto meno, e nell’ultima giornata di campionato contro l’Atalanta si sono addirittura visti due Milan nella stessa gara, uno che ha dominato per oltre un’ora e l’altro che si è fatto mettere sotto dall’avversario nonostante l’ampio vantaggio: “Ogni partita ha una storia differente - ha spiegato l’allenatore rossonero -quindi non possiamo dire ‘ok, nella prossima partita miglioreremo questo o quell’aspetto specifico della partita precedente’. Dopo il 3-1 avevamo il possesso: dobbiamo migliorare alcune cose tecniche e tattiche, ci aiuterà nel controllo della partita. Domani non abbiamo niente da dimostrare rispetto alla partita precedente: dobbiamo cercare di vincere in questa competizione importante per noi”.
Vincere domani, però, darebbe un indirizzo chiaro al cammino in Europa League, oltre a confermare che la squadra ha imboccato la strada giusta: “Non so se domani sia già una gara decisiva, siamo alla terza e c’è ancora molto da giocare - ha concluso Amorim -. Affronteremo una squadra di qualità diversa, hanno un certo ritmo, sono conosciuti per la loro velocità e la qualità nelle transizioni. Sarà una partita diversa, dovremo essere pronti a seguire il loro ritmo. Decisiva no, ma sarà importante per capire il livello e il momento della nostra squadra”.
Ruben Loftus-Cheek è uno dei tre inglesi domani in campo (gli altri saranno Tomori e Hutchinson), ed è uno dei giocatori chiamati ad alzare il livello delle proprie prestazioni: “Ora ho tanta esperienza, sento la responsabilità in campo nel portare la mia esperienza - ha detto il centrocampista - e queste sono le partite in cui devi portarla in campo, anche perché sarà una grande partita, con lo stadio molto passionale. Voglio aiutare la squadra il più possibile”. “La nazionale? Non è il primo pensiero che ho in testa, il Milan merita tutta la mia concentrazione. È un periodo dove avremo tantissime partite, siamo una grande squadra, abbiamo la pressione di vincere le partite. Se giocherò bene, l’occasione di tornare in nazionale arriverà”. E soprattutto se il Milan tornerà a essere il Milan, cosa di cui l’inglese è convinto: “Penso che quest’anno abbiamo tanta fiducia, nell’allenatore, in noi, nel raggiungere qualcosa. Tutta la squadra è unita, e lo sento nello spogliatoio, a Milanello. Sento che tutti vogliamo raggiungere qualcosa e migliorare”, conclude.