KIEV - La guerra tra Russia e Ucraina fa registrare una nuova, drammatica impennata di ostilità che tocca il cuore del territorio russo.

In quella che si configura come una delle giornate più calde sul fronte degli attacchi a lungo raggio, Kiev ha preso di mira infrastrutture strategiche a oltre mille chilometri dal confine, colpendo la seconda città russa, San Pietroburgo, proprio nel giorno dell’apertura del suo forum economico. 

Gli abitanti della città hanno diffuso sui social foto e video che mostrano forti esplosioni e un vasto incendio, con una densa colonna di fumo nero che si alza sopra il terminal petrolifero situato sul Golfo di Finlandia, presso il Grande Porto cittadino. Si tratta di uno dei più grandi impianti di stoccaggio ed esportazione della Russia, con una movimentazione stimata di 12,5 milioni di tonnellate di carburante all’anno.  

L’attacco ha provocato il caos nei cieli, costringendo l’aeroporto Pulkovo a interrompere i voli: quasi trenta tratte hanno subito ritardi superiori alle due ore e altri nove aerei sono stati dirottati. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato con forza il successo dell’operazione su X: “La scorsa notte sono state colpite importanti strutture sul territorio russo. Tra queste c’era il terminale petrolifero di Pietroburgo. La distanza dal confine di Stato dell’Ucraina a questa struttura dell’industria petrolifera russa, che serve la guerra, è di circa 1.100 chilometri. Le nostre operazioni di sanzioni a lungo raggio condotte dai combattenti del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina, delle Forze dei Sistemi senza Pilota, delle Forze Operazioni Speciali, dei Servizi di Intelligence della Difesa dell’Ucraina e del Servizio di Guardia di Frontiera dello Stato dell’Ucraina hanno dato buoni risultati”. 

Zelensky ha aggiunto che sono stati centrati anche “obiettivi puramente militari nella base di Kronstadt” e un’azienda nella regione di Tambov, a circa 600 chilometri dalla linea del fronte, coinvolta nella produzione di armi russe. 

Mentre le autorità russe hanno confermato diversi feriti generici a seguito degli attacchi a Kronstadt e San Pietroburgo, il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato che ben 354 droni ucraini sono stati abbattuti in totale sul territorio nazionale nella notte, di cui 50 nella sola regione di Leningrado, come precisato dal governatore Aleksandr Drozdenko.

La reazione del Cremlino è stata affidata al portavoce Dmitry Peskov: “Nell’insieme, posso dire che l’operazione militare speciale prosegue per prevenire tali attacchi”, annunciando che il ministero della Difesa valuterà le opportune contromisure. 

L’offensiva ucraina ha registrato un altro grave episodio nella notte a Yenakiyevo, nella regione di Donetsk, dove un drone ha centrato in pieno un autobus civile che copriva la tratta tra Mosca e Simferopol, nella Crimea occupata. Il capo dell’amministrazione locale filorussa, Denis Pushilin, ha confermato il tragico bilancio: “Sette civili sono stati uccisi. Altre undici persone hanno riportato ferite di varia gravità e tutte stanno ricevendo le cure necessarie”. 

Parallelamente, in Ucraina è salito a 22 morti e 13 feriti il bilancio definitivo del massiccio bombardamento russo di ieri: le autorità hanno estratto i corpi di 16 vittime a Dnipro e dintorni, e di altre 6 nella capitale Kiev, in quello che è stato definito uno dei più gravi attacchi subiti dall’inizio del conflitto, entrato ormai nel suo quinto anno. 

Il raid sul porto di San Pietroburgo è coinciso chirurgicamente con l’inizio del Forum economico internazionale (Spief), storicamente noto come la “Davos russa”. L’evento, un tempo vetrina globale per i top manager occidentali prima del boicottaggio scattato con l’invasione del 2022, viene oggi utilizzato da Vladimir Putin per dimostrare che la Russia non è isolata. 

Quest’anno gli organizzatori registrano la partecipazione di delegazioni da oltre 130 Paesi (con l’Arabia Saudita come nazione ospite), tra cui Cina, Brasile, India ed Egitto.

La vera novità politica è però rappresentata dalla presenza, per la prima volta dopo anni, di un funzionario del governo statunitense. Il presidente Donald Trump ha infatti inviato Rodney Mims Cook Jr., capo della Commissione Belle Arti della Casa Bianca, per prendere parte ai panel del Forum, incluso l’incontro intitolato “Russia-Usa: un dialogo culturale”. 

Nel bel mezzo dell’escalation, il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, è arrivato a Kiev per una visita lampo a sorpresa, viaggiando a bordo dei treni di Stato subito dopo i pesanti raid che avevano martellato la capitale ucraina.

La compagnia ferroviaria Ukrzaliznytsia ha diffuso la notizia sui social esprimendo forte gratitudine: “Questa visita è estremamente importante, come lo sono state le precedenti, perché rappresenta un gesto di solidarietà e sostegno da parte dell’Alleanza nei confronti del nostro Paese. La diplomazia ferroviaria – come sempre puntuale”.