SYDNEY – Due ragazzi sono stati accusati di omicidio in relazione alla morte di Marco Tapia, lo studente universitario di 23 anni ucciso nella propria abitazione a Glen Alpine, nella zona occidentale di Sydney, nelle prime ore del 1° settembre.

Secondo la polizia, l’attentato avrebbe preso di mira l’indirizzo sbagliato.

Gli agenti erano intervenuti attorno alle 3.40 del mattino dopo la segnalazione di un’irruzione in un’abitazione. All’interno avevano trovato Tapia ferito da un colpo d’arma da fuoco. Il giovane morì sul posto.

Ieri mattina gli inquirenti hanno eseguito due mandati di perquisizione in abitazioni a Fairfield, sempre nell’ovest di Sydney.

Due ragazzi di 14 e 16 anni sono stati arrestati e condotti alla stazione di polizia di Cabramatta.

La polizia sostiene che i due avrebbero fornito armi all’autore materiale della sparatoria e predisposto i veicoli utilizzati nell’operazione.

Entrambi sono stati incriminati per omicidio, associazione a un gruppo criminale con contributo ad attività illecite, possesso di un’arma da fuoco proibita senza autorizzazione e due capi d’accusa per avere preso un veicolo senza il consenso del proprietario.

Il quattordicenne è stato inoltre accusato di danneggiamento di proprietà mediante incendio o esplosione.

A entrambi è stata negata la libertà su cauzione e dovranno comparire in giornata dinanzi a un tribunale minorile.

I genitori della vittima, Sergio e Claudia Tapia, hanno raccontato pubblicamente quanto accaduto durante un’intervista trasmessa lunedì dal programma A Current Affair di Nine.

Al momento della sparatoria si trovavano in casa insieme alla figlia.

“Ricordo il suo ultimo respiro - ha dichiarato Claudia Tapia -. L’odio è arrivato nella nostra casa”.

L’uccisione di Marco Tapia è stata la prima di due sparatorie avvenute nell’arco di due giorni a Sydney che gli inquirenti sospettano siano state determinate da errori d’identità.

Il 2 settembre, alle 15.15 circa, Joshua Macdonald, 40 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in un’abitazione di Merrylands West.

Era arrivato pochi minuti prima come visitatore insieme a un altro uomo e a due bambini, tutti presenti all’interno della casa al momento dell’attentato.