Matthias Martelli, attore, drammaturgo e “giullare contemporaneo”, arriva a Sydney per due appuntamenti dedicati a Dario Fo. Il 22 settembre presenterà all’Istituto Italiano di Cultura di Sydney il suo libro Il giullare ribelle. Vita apocrifa di Dario Fo. Il giorno successivo, il 23 settembre alle 7pm, sarà sul palco dell’Italian Forum Cultural Centre di Leichhardt per lo spettacolo Lu Santo Jullàre Françesco di Fo e Franca Rame, da lui diretto e interpretato.
L’evento è organizzato dall’IIC di Sydney in collaborazione con Co.As.It. Sydney e rientra nelle celebrazioni per il centenario della nascita di Dario Fo e per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco. Lo spettacolo sarà in italiano con sopratitoli in inglese.
Il legame di Martelli con Fo nasce da bambino: “Avevo nove anni e ho visto per la prima volta Mistero buffo in videocassetta. Mi sono reso conto di come questo attore, da solo sulla scena, riuscisse a far immaginare cose meravigliose, cambiando personaggio. Da quel momento è entrata una scintilla dentro di me.” Anni dopo, da studente di teatro, scrisse una mail a Dario Fo e ricevette in risposta una sua telefonata: “È stato un insegnamento incredibile: se hai una grande passione, provaci, e magari ci riesci.”
Da allora la sua carriera è cresciuta senza sosta. Laureato in Storia all’Università di Bologna, ha saputo fondere il rigore della ricerca con l’arte scenica, collaborando con lo storico Alessandro Barbero come consulente per lo spettacolo Dante, fra le fiamme e le stelle.
Con Mistero Buffo e con il suo debutto Il Mercante di monologhi ha raccolto centinaia di repliche tra Italia ed estero, ottenendo consensi di pubblico e critica e diversi premi.
Lo spettacolo accosta due figure come Dario Fo e San Francesco. “Sono tutti e due non conformi, in tempi completamente differenti, ma questa non conformità in qualche modo li unisce”, spiega Martelli. Nella lettura di Fo, San Francesco diventa “un giullare, mai allineato, nemmeno ai francescani, tanto che negli ultimi anni della sua vita non si riconosce più nel proprio ordine”. È un Francesco vicino agli ultimi, capace di far ridere con gesti, corpo e mimica, contrario alla guerra e insieme profondamente poetico, che muore attorniato dai compagni al canto del Cantico delle Creature.
Alla domanda su come l’arte, per Dario Fo e Franca Rame, arma sociale contro ingiustizie e corruzione, possa ancora oggi disarmare il potere attraverso il teatro, Martelli risponde: “Mettendo in scena l’ipocrisia del potere, in qualche modo, lo combatti. È sempre difficile, perché il potere ha una forza che si proietta nei secoli. Ma quel tipo di teatro può aiutare a smascherarlo”.
Il doppio binario dell’appuntamento di Sydney, che vede Martelli prima in veste di scrittore che presenta il suo libro, poi come interprete sul palco, corrisponde per Martelli a due esperienze diverse: “Uno è il teatro corporeo, mimico, gestuale: un teatro vivo che accade in quel momento e non accade mai più.”
La pagina scritta, al contrario, “è qualcosa che rimane di più. Si può leggere in maniera diversa, si possono approfondire temi che nella performance sono più difficili da approfondire.” Due esperienze diverse, conclude, “ma in qualche modo complementari”.