STRASBURGO - Il Canada verso uno status speciale all’interno del blocco comunitario. È la proposta avanzata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che nel suo sesto discorso sullo Stato dell’Unione all’Eurocamera di Strasburgo ha espresso la volontà di lavorare insieme al premier canadese Mark Carney, ospite in aula, per far sì che si apra una strada affinché il Paese nordamericano possa diventare il “primo membro associato” dell’Ue. 

L’iniziativa punta a un deciso riavvicinamento al Paese nordamericano in una fase di forti tensioni nei rapporti tra Ottawa e Washington, accogliendo l’idea avanzata dallo stesso premier canadese di creare “un’alleanza unica” con l’Unione europea. La proposta mira a un partenariato rafforzato che superi il Ceta, l’accordo commerciale globale fra Ue e Canada applicato in via provvisoria dal 2017 che ha abbattuto numerose barriere commerciali. 

Nel suo intervento, von der Leyen ha evidenziato la solidità del legame transatlantico: “I legami culturali, storici e personali che ci uniscono sono radicati profondamente nel tessuto delle nostre società”, citando la collaborazione già attiva su intelligenza artificiale, lotta al cambiamento climatico, difesa dell’Artico e sui principali dossier geopolitici. “Abbiamo fatto fronte comune sull’Ucraina, sulla difesa, sulle materie prime, sulle catene di approvvigionamento. Ma soprattutto, caro Mark, Europa e Canada credono nella democrazia e che il potere non appartenga al più forte, al più ricco o a chi alza di più la voce, ma a tutti noi”, ha sottolineato la presidente della Commissione, aggiungendo: “Dobbiamo ripensare con urgenza i nostri partenariati”. 

Nelle intenzioni dell’esecutivo europeo, “un’Alleanza per il futuro” dovrebbe definire uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica, con sinergie nel settore tecnologico, nel rafforzamento della base industriale per la difesa, sui minerali critici e nella protezione economica. La presidente ha precisato che questo partenariato non è pensato “contro altri”, ma per “mettere le forze in comune”. 

Poiché i Trattati dell’Unione europea non contemplano la figura del “membro associato”, la proposta configurerebbe uno status del tutto speciale. Attualmente l’Ue prevede varie formule di associazione con Paesi terzi, ma nessuna di questo tipo. Come precisato da un funzionario europeo, per concretizzare la proposta la Commissione dovrà presentare nei prossimi mesi una bozza specifica. 

Fino ad oggi, la cooperazione con i Paesi non comunitari ha seguito strade differenti. La Norvegia fa parte del mercato unico tramite lo Spazio economico europeo (SEE) insieme a Islanda e Liechtenstein, mentre la Svizzera vi accede mediante una rete di accordi bilaterali, mantenendo entrambe collaborazioni in ambito di difesa. La proposta per Ottawa evoca per certi versi l’idea avanzata lo scorso maggio dal cancelliere tedesco Friedrich Merz per un’adesione associata dell’Ucraina (che avrebbe fornito a Kiev l’accesso agli organi decisionali senza diritto di voto né portafoglio), sebbene l’Ucraina sia un Paese candidato ufficiale e dentro al continente europeo. 

Il Canada, pur non essendo geograficamente collocato in Europa (prerequisito fondamentale per fare domanda di adesione all’Ue), ne condivide tuttavia i principi fondativi di democrazia, Stato di diritto e diritti umani. “Condividiamo un oceano, un insieme di valori, una visione del mondo. Ora costruiremo anche un futuro condiviso”, ha concluso von der Leyen rivolgendosi a Carney.  

Da Bruxelles precisano che, sebbene gli aspetti operativi debbano ancora essere definiti nel dettaglio, l’elemento centrale resta il forte segnale politico lanciato in uno scenario geopolitico in rapida evoluzione.