Il Monumental, la sua gente e quella maglia indossata per più di vent’anni. Lionel Messi ha scelto casa per l’ultimo abbraccio all’Argentina. Il 6 ottobre, nell’amichevole contro il Benin, il capitano entrerà per l’ultima volta in campo con l’Albiceleste, chiudendo una storia che ha attraversato generazioni, sconfitte, rinascite e trionfi fino alla notte più bella, quella del Mondiale conquistato in Qatar.
L’Argentina si prepara così a salutare il suo numero 10. E per raccontare l’attesa verso una serata destinata a entrare nella memoria del Paese, l’AFA ha scelto un simbolo che più argentino non potrebbe essere: “El último tango”.
“El último tango tenía que ser en Argentina. Porque hay bailes que solo se pueden terminar en casa”, recita il messaggio che accompagna l’emozionante video pubblicato dall’AFA. “L’ultimo tango doveva essere in Argentina. Perché ci sono balli che possono finire solo a casa”.
E casa, per l’ultima notte di Messi con la Selección, sarà il Monumental. Dopo aver portato l’Albiceleste in ogni angolo del mondo, il capitano chiuderà il cerchio davanti al suo pubblico, nello stesso Paese che lo ha visto partire bambino e che, molti anni dopo, lo ha accolto da campione del mondo.
Il video dell’AFA riavvolge il nastro di una storia lunga una vita. Si parte dal piccolo Leo con la maglia del Newell’s Old Boys, passando per il talento che conquistò il Mondiale Under 20 nel 2005, fino al fuoriclasse diventato simbolo assoluto della Nazionale.
Scorrono i momenti più belli, ma dietro quelle immagini riaffiorano inevitabilmente anche le ferite. Le finali perdute, le lacrime, le critiche e gli anni in cui sembrava che Messi e l’Argentina fossero destinati a rincorrersi senza riuscire mai ad abbracciarsi davvero. Poi tutto è cambiato.
Nel 2021, al Maracana, la Copa América conquistata contro il Brasile ha spezzato l’incantesimo. Nel 2022 è arrivata la Finalissima a Wembley e pochi mesi più tardi, nella notte di Lusail, il momento che Messi aveva inseguito per tutta la carriera: la Coppa del Mondo sollevata al cielo da capitano dell’Argentina. Nel 2024 un’altra Copa América ha completato una straordinaria serie di quattro trofei conquistati con l’Albiceleste.
Nel filmato dell’AFA manca curiosamente un altro capitolo importante del suo percorso: la medaglia d’oro conquistata ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, quando Messi fu uno dei protagonisti dell’Argentina salita sul gradino più alto del podio.
A confermare l’organizzazione dell’ultima partita è stato il presidente dell’AFA Claudio “Chiqui” Tapia, dopo una decisione condivisa con il ct Lionel Scaloni e accettata dallo stesso Messi. “Abbiamo preso la decisione di invitare il miglior giocatore del mondo affinché possa avere l’addio che merita, l’emblema, il capitano, Lionel Andrés Messi, il 6 ottobre”, ha annunciato Tapia.
Non sarà una semplice amichevole. L’AFA vuole trasformare quella sera in una celebrazione della storia recente dell’Albiceleste e ha invitato anche i campioni del mondo di Qatar 2022 che non saranno nella lista di Scaloni per i primi due incontri della finestra internazionale.
Franco Armani, Nahuel Molina, Gonzalo Montiel, Germán Pezzella, Nicolás Otamendi, Marcos Acuña, Leandro Paredes, Guido Rodríguez, Alejandro Gómez, Exequiel Palacios, Thiago Almada, Ángel Di María, Paulo Dybala e Ángel Correa sono stati invitati, insieme alle rispettive famiglie, ad accompagnare il capitano nel suo ultimo appuntamento.
Prima dell’addio, l’Argentina affronterà la Bolivia il 30 settembre al Mario Alberto Kempes di Córdoba e il Burkina Faso il 3 ottobre al Monumental. Tre giorni dopo, nello stesso stadio, arriverà il momento che nessun tifoso argentino avrebbe voluto mettere in calendario.
Quando Messi indosserà per l’ultima volta quella maglia saranno trascorsi più di 21 anni dal debutto con la Nazionale maggiore. Era il 17 agosto 2005, a Budapest contro l’Ungheria. Aveva appena 18 anni: entrò dalla panchina e pochi secondi più tardi venne espulso. Un inizio quasi incredibile per il ragazzo destinato a diventare il calciatore con più presenze e più gol nella storia dell’Argentina.
Da allora ha collezionato 207 partite e 125 reti con la Nazionale maggiore. Dei suoi gol, 54 sono arrivati nelle amichevoli, 36 nelle qualificazioni sudamericane ai Mondiali, 21 nelle Coppe del Mondo e 14 in Copa América.
Ha disputato sei Mondiali, da Germania 2006 fino all’edizione 2026 negli Stati Uniti, Messico e Canada, raggiungendo tre finali. Nel 2014 e nel 2026 ha chiuso da vicecampione, mentre nel 2022 ha coronato il sogno di una vita diventando campione del mondo.
Ai Mondiali ha totalizzato 34 presenze e 21 gol. In Copa América sono invece 39 le partite disputate in sette edizioni, con cinque finali raggiunte e due titoli conquistati. A questi successi si aggiungono il Mondiale Under 20 del 2005 e l’oro olimpico di Pechino 2008: considerando tutte le categorie, sono sei i trofei vinti da Messi con l’Argentina.
E anche a 39 anni il numero 10 ha continuato a lasciare il segno. Al Mondiale 2026 ha accompagnato ancora una volta l’Albiceleste fino alla finale, chiudendo il torneo con otto gol e quattro assist. L’ultima partita ufficiale è stata proprio la finale del 19 luglio contro la Spagna a New York/New Jersey. Poi, il 31 agosto, l’annuncio del ritiro dalla Nazionale.
Restava però un ultimo desiderio: salutare l’Argentina in Argentina.
Il 6 ottobre il risultato conterà meno del solito. Non ci sarà una Coppa da sollevare né una qualificazione da conquistare. Ci sarà un intero stadio pronto a dire grazie al suo capitano.
Dal ragazzo espulso pochi secondi dopo il debutto all’uomo che ha alzato la Coppa del Mondo. Dalle lacrime delle finali perdute alla notte eterna di Lusail. Più di vent’anni, 207 partite, 125 gol e una vita con l’Albiceleste addosso.
Poi arriverà l’ultimo fischio. L’ultimo tango di Lionel Messi finirà dove tutto doveva finire: a casa.