A Bruxelles i libri arrivano da molte direzioni. La città riunisce lingue, comunità e percorsi culturali differenti, e il suo mercato editoriale riflette questa composizione internazionale. In questo spazio, dove l’interesse per l’arte e la lettura attraversa tanto gli ambienti istituzionali quanto quelli indipendenti, una libreria italiana può essere qualcosa di più di un luogo in cui acquistare un volume nella propria lingua. Piola Libri, fondata da Jacopo Panizza nel 2007 nel quartiere Schuman, ha costruito negli anni una formula che tiene insieme editoria, ristorazione e programmazione culturale.

È una libreria indipendente, ma anche un’enoteca e un ristorante; ospita presentazioni, concerti, dj set e gruppi di lettura, e mantiene un rapporto con il pubblico attraverso il sito e i social. “Piola Libri è un punto di riferimento per la comunità italofona e non a Bruxelles”, racconta Domiziana Palumbo, che lavora nella libreria da quando si è trasferita in città un anno e mezzo fa.

Il suo arrivo a Bruxelles è legato alla ricerca accademica nel campo del diritto umanitario e alla volontà di continuare a coltivare interessi artistici e culturali. A Piola Libri ha trovato un ambiente in cui questi percorsi possono incontrarsi, anche attraverso una selezione editoriale che guarda alla produzione contemporanea e agli appuntamenti con autori e figure della vita pubblica europea. “Da Piola Libri ho trovato un ambiente dove i membri principali del Parlamento Europeo presentano i loro libri, e dove posso imparare a curare una selezione editoriale che sia variata e attuale”.

La storia della libreria comincia nel 2007 e già l’anno successivo registra un appuntamento destinato a indicare la direzione che avrebbe preso negli anni: Francesco Guccini viene invitato a parlare di romanzi gialli. Da allora il calendario si allarga alla musica e alla narrativa, con ospiti come Vinicio Capossela, i Subsonica e La Niña. Nel 2025 Piola Libri ha raggiunto i diciotto anni di attività e la sua proposta continua a essere aggiornata attraverso una selezione di libri, vini e iniziative culturali che cambia insieme al pubblico e alle nuove uscite.

Entrando nella libreria, la parte editoriale si articola in aree diverse: narrativa italiana e straniera, classici italiani, saggistica, letteratura di viaggio, romanzi grafici, libri per l’infanzia e testi destinati a chi studia l’italiano. La selezione generale è affidata a Jacopo Panizza, che presta particolare attenzione ai candidati ai principali premi letterari, dal Premio Strega al Booker Prize, e alle proposte degli editori indipendenti italiani e stranieri. Irene Fattori segue invece i romanzi grafici e la narrativa per l’infanzia, oltre alle grafiche della libreria.

La selezione, tuttavia, non termina sugli scaffali: il sito e i social funzionano come un secondo spazio editoriale, attraverso recensioni, approfondimenti sulle novità e consigli di lettura. Palumbo cura i commenti e gli approfondimenti pubblicati sui canali social, mentre alcuni format coinvolgono direttamente la comunità: quiz, newsletter e iniziative attraverso cui i lettori possono indicare un tema o un genere e partecipare all’assegnazione di un libro scelto dal libraio.

Tra le proposte recenti che hanno incontrato una risposta positiva ci sono i romanzi di Camila Sosa Villada e i fumetti di Majid Bita.

La lettura che interessa il pubblico di Piola Libri non è però separata dal luogo in cui avviene. La comunità che si è formata intorno alla libreria è composita e comprende italiani, persone di altre nazionalità, associazioni e gruppi di lettura. Tra i giovani italiani residenti a Bruxelles trovano attenzione anche libri che affrontano il disagio generazionale contemporaneo, come Le perfezioni di Vincenzo Latronico, Lo scontento di Antonio Serrano e Gli antropologi di Ayşegül Savaş. Altri interessi ricorrenti riguardano l’attualità politica e le questioni europee, temi inevitabilmente presenti in una città che ospita le istituzioni dell’Unione Europea.

Ma la definizione di un pubblico preciso sfugge alla libreria stessa. “Non ci sono particolari tipi di lettori forse, ma tanti lettori che hanno voglia di condividere”, dice Palumbo. È una distinzione importante perché sposta l’attenzione dalla provenienza dei clienti alle pratiche che li riuniscono: leggere, discutere, partecipare a un gruppo di lettura, assistere a una presentazione o semplicemente incontrarsi dopo il lavoro. Anche la cucina entra dentro questa stessa struttura.

A Piola Libri il ristorante e l’enoteca non sono attività collaterali rispetto alla libreria, ma componenti di una proposta costruita intorno alla convivialità. Il pranzo prevede quattro primi, due secondi e due dolci, con una cucina italiana che cambia ogni mese seguendo la stagionalità. Lo spazio della cucina è contenuto, ma vengono mantenute opzioni vegetariane e spesso vegane. Lo chef Gabriele Giunta si occupa di sviluppare e preparare i menu. All’aperitivo il vino viene accompagnato da stuzzichini e piccoli taglieri. Tutto avviene nello stesso indirizzo di Rue Franklin 66, dove durante la giornata possono alternarsi un pranzo, una presentazione, un gruppo di lettura e un concerto.

La programmazione musicale e letteraria segue una logica altrettanto aperta. Le presentazioni, i concerti e i dj set sono accessibili senza abbonamento o iscrizione; soltanto i gruppi di lettura per adulti e bambini richiedono una registrazione consigliata per gestire gli spazi. “Tutti e tutte possono partecipare a tutti gli eventi di Piola Libri, senza bisogno di effettuare nessun abbonamento”.

La lista degli ospiti racconta meglio di qualsiasi definizione la varietà della programmazione: dagli incontri letterari ai concertini, dagli autori agli artisti, fino alle figure impegnate nella politica europea. È anche attraverso questa attività che Piola Libri si colloca dentro il tessuto culturale della città, non come semplice presidio della lingua italiana, ma come luogo in cui l’italiano entra in relazione con un pubblico internazionale.

Il rapporto con il mercato editoriale belga segue la stessa direzione: Piola Libri distribuisce libri in italiano anche a biblioteche e librerie private in altre zone del Belgio, intercettando una domanda che non coincide esclusivamente con la comunità italiana. Bruxelles, secondo Palumbo, offre un contesto particolarmente articolato proprio grazie alla presenza di molte comunità internazionali.

Le librerie indipendenti devono però confrontarsi con la grande distribuzione e con la necessità di aggiornare rapidamente l’offerta, mantenendo al tempo stesso un rapporto diretto con i clienti. In Belgio esistono forme di sostegno per le realtà indipendenti: una libreria può, attraverso determinati requisiti, assumere la forma di asbl, associazione senza scopo di lucro, e accedere a forme di sostegno economico; esiste inoltre la possibilità per i librai, attraverso procedure amministrative specifiche, di ottenere lo statuto d’artista.

Il contesto brussellese resta comunque caratterizzato da una domanda culturale significativa. “A Bruxelles siamo privilegiate da una comunità fortemente interessata ad arte e cultura, che coltiva questi interessi attivamente e ama andare in librerie indipendenti dove trovare una selezione attuale e ricercata”.

Nel 2022 la storia di Piola si è estesa a un secondo indirizzo con Piola Piccola, aperta a Saint-Gilles, uno dei quartieri più legati alla scena artistica brussellese. Qui la formula cambia. Piola Piccola è soprattutto un luogo dedicato ai libri di seconda mano, ma funziona anche come caffè e bar à vin. Il pubblico è in parte più francofono e meno legato agli ambienti istituzionali rispetto a quello di Rue Franklin, e anche la programmazione riflette questa differenza.

Lo spazio viene utilizzato per dare visibilità ad artisti emergenti e per presentare libri caratterizzati da posizioni politiche più radicali. Non è quindi una semplice seconda sede della libreria, ma un progetto con una propria collocazione all’interno della città. Due indirizzi, due pubblici parzialmente differenti e una stessa attenzione alla circolazione dei libri e alla costruzione di occasioni di incontro.

Per Palumbo, il valore della libreria si misura anche nella possibilità di scoprire ciò che sta fuori dai percorsi più prevedibili. Da lettrice la consiglierebbe “per scoprire che i classici della letteratura sono tanti, per scoprire nuove case editrici indipendenti, per fare aperitivo, perché il personale è gentile”. Per chi vuole incontrare Piola Libri a Bruxelles, il punto di partenza è Rue Franklin 66, nel quartiere Schuman. Per libri di seconda mano, caffè, vino e una programmazione più orientata alla scena artistica e francofona, l’indirizzo è invece quello di Piola Piccola a Saint-Gilles.