CANBERRA - L’economia australiana corre più del previsto. Le previsioni degli economisti indicano che il PIL del terzo trimestre dovrebbe segnare il ritmo più sostenuto da oltre due anni, grazie a una ripresa marcata della spesa pubblica e a un inatteso slancio degli investimenti privati. I dati dell’Australian Bureau of Statistics, in uscita oggi, dovrebbero attestare una crescita annua compresa tra il 2,2 e il 2,3 per cento, ben oltre il due per cento ipotizzato dalla Reserve Bank of Australia (RBA).
A imprimere l’accelerazione è stato soprattutto il settore pubblico. L’ABS ha rilevato un incremento dell’investimento governativo del tre per cento nel trimestre, dopo un brusco calo nei mesi precedenti. Un dato che, secondo gli analisti della Commonwealth Bank, smentisce l’idea che la pila dei grandi progetti fosse ormai al suo apice. Anche Westpac e ANZ prevedono una crescita superiore alle attese, mentre quest’ultima ha escluso ulteriori tagli ai tassi d’interesse nel breve termine.
Ma non è solo la mano pubblica a sostenere l’espansione. Gli investimenti delle imprese sono aumentati dell’11,5 per cento, trainati dall’acquisto di macchinari e dallo sviluppo di data centre e infrastrutture tecnologiche. Un cambio di passo rilevante, osserva Oxford Economics, che negli ultimi mesi ha visto il settore privato tornare a contribuire positivamente al PIL dopo un periodo di contrazione.
Anche i consumi mostrano segnali di risveglio: Westpac stima un aumento dello 0,5 per cento nel trimestre, spinti da un miglioramento del reddito reale e dalla predisposizione delle famiglie. Il commercio estero, invece, dovrebbe sottrarre un decimo di punto alla crescita, attenuando solo in parte il quadro positivo.
Per la Banca centrale, tuttavia, il percorso resta delicato. La produttività debole limita la capacità dell’economia di crescere senza generare pressioni sui prezzi. Con l’inflazione ancora superiore all’obiettivo e il mercato del lavoro relativamente teso, la RBA appare restia a tagliare i tassi d’interesse, pur non prevedendo rialzi imminenti. Alcuni economisti avvertono che, in assenza di maggiore disciplina fiscale, potrebbe essere necessario intervenire prima del previsto.
Intanto, l’OCSE continua a sollecitare riforme strutturali, chiedendo ai governi di allentare i vincoli urbanistici per aumentare l’offerta di alloggi e ridurre la frammentazione regolatoria. Un’economia più dinamica, avvertono, richiede una crescita robusta ma sostenibile: un equilibrio che l’Australia, almeno per ora, sembra intenzionata a perseguire.