ROMA – Sono tornati in Italia i quattro parlamentari che avevano partecipato alla Global Sumud Flotilla, la missione internazionale diretta verso Gaza per rompere il blocco navale israeliano.  

Il senatore Marco Croatti (M5s), il deputato Arturo Scotto (Pd), l’eurodeputata Annalisa Corrado (Pd) e l’eurodeputata Benedetta Scuderi (Avs) sono stati rimpatriati, dopo essere stati intercettati in acque internazionali da parte della Marina israeliana. Atterrati a Fiumicino, sono stati accolti con abbracci e applausi da esponenti dei loro partiti, da familiari e da rappresentanti del mondo associativo. 

“Stiamo bene, il nostro pensiero va ora a tutti gli attivisti, affinché siano al più presto liberati”, ha detto Scotto. Più dura la voce di Croatti: “C’è rabbia, perché gli altri attivisti sono ancora detenuti, non riesco a pensare ad altro. Attivisti pacifici che portavano aiuti umanitari per Gaza sono stati attaccati in acque internazionali da venti navi da guerra israeliane e arrestati con mitra spianati. Ciascuno tragga le sue conclusioni”.  

Benedetta Scuderi ha parlato di “giorni difficili” e ha annunciato che racconterà presto in maniera più dettagliata quanto accaduto: “Sono successe tantissime cose. Ci sono state delle violazioni, sono successe un sacco di cose, ne parleremo tutti insieme domani”. 

Se per i parlamentari si è già conclusa questo capitolo della vicenda, decine di cittadini italiani restano ancora nelle carceri israeliane. In tutto, secondo gli avvocati della missione, sarebbero 40 i connazionali arrestati tra i 473 fermati nel corso dell’operazione navale. Alcuni si trovano nei penitenziari di Saharonim e Ketziot, nel deserto del Negev, in attesa delle procedure di espulsione. 

Le autorità israeliane hanno chiesto agli attivisti di firmare un documento con cui avrebbero ammesso di essere entrati illegalmente in Israele. Molti, assistiti dai legali della Flotilla, si sono rifiutati di sottoscriverlo, sostenendo di essere stati sequestrati in acque internazionali e di non aver mai fatto ingresso volontario in territorio israeliano.  

Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha invocato per loro una detenzione prolungata, affermando in un video che gli attivisti “dovrebbero restare mesi nelle carceri israeliane per abituarsi all’odore dell’ala terroristica”. 

L’elenco degli italiani arrestati restituisce il mosaico composito della Flotilla. Oltre ai quattro parlamentari già rientrati, c’è il consigliere regionale lombardo del Pd Paolo Romano, e numerosi giornalisti: Lorenzo D’Agostino de il Manifesto, Saverio Tommasi di Fanpage, Barbara Schiavulli di Radio Bullets e Alessandro Mantovani de il Fatto Quotidiano.  

Dal mondo dell’associazionismo hanno preso parte, tra gli altri, Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle comunità islamiche in Italia e imam di Bologna, lo skipper Michele Saponaro, Maso Notarianni, presidente dell’Arci di Milano, e il sindacalista romano Paolo De Montis, già dipendente Alitalia.  

Due i genovesi: José Nivoi del Collettivo portuali e Pietro Queirolo Palmas, 23 anni, il più giovane tra i fermati. Una figura diventata nota nelle ultime settimane è Tony La Piccirella, portavoce della Flotilla protagonista di uno scontro televisivo con Bruno Vespa, e già fermato dalla Marina israeliana lo scorso giugno sulla Madleen insieme a Greta Thunberg.