ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge in materia di costo dei carburanti, prorogando fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio. Lo riferiscono fonti di governo, secondo cui il costo della misura si aggira attorno ai 130 milioni di euro.
Il provvedimento contiene disposizioni urgenti sui prezzi petroliferi, legate al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali. All’ordine del giorno della riunione anche un decreto sull’ex Ilva, con misure per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale.
La proroga arriva mentre i prezzi dei carburanti continuano a salire. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio in modalità self service sulla rete stradale nazionale è pari a 2,017 euro al litro per la benzina e a 2,137 euro per il gasolio. Il giorno precedente erano rispettivamente 2,015 e 2,136 euro.
Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,092 euro al litro per la benzina e 2,208 euro per il gasolio, anche in questo caso in lieve aumento rispetto alla rilevazione precedente.
Resta aperto anche il dibattito su un eventuale contributo delle compagnie energetiche. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivando al Meeting di Rimini, ha escluso nuove tasse sugli extraprofitti.
“Io sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extra profitto, di tasse. Quando sento la parola tasse mi viene l’orticaria”, ha detto, aprendo invece a un confronto con il mondo industriale, “soprattutto nel settore degli idrocarburi”, per arrivare a un contributo concordato, come già fatto con banche e assicurazioni.
Ieri il leader della Lega Matteo Salvini aveva anticipato la proroga dello sconto sul diesel, spiegando che il governo sta ragionando anche su interventi di più lungo periodo. “Vorrei fare qualcosa di più continuativo, di più sostanzioso, e quindi servono soldi”, aveva detto.
Secondo Confesercenti, questa estate il caro carburanti è costato agli italiani fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio e agosto dello scorso anno. La stima dell’Ufficio economico dell’associazione, elaborata a parità di consumi sulla base dei dati Mimit, indica per i rifornimenti una spesa superiore del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025.
Nell’estate 2025 la benzina si attestava attorno a 1,70 euro al litro e il gasolio a 1,63 euro. Ad agosto 2026 la media viaggia invece intorno ai due euro per la benzina e sopra questa soglia per il diesel. Per un pieno da 50 litri, significa circa 14 euro in più rispetto a un anno fa per un’auto a benzina e oltre 20 euro in più per una diesel.
Confesercenti riconosce che senza l’intervento pubblico il conto sarebbe stato ancora più pesante. Nei mesi di luglio e agosto, il taglio delle accise avrebbe ridotto la spesa per i rifornimenti di circa 300 milioni di euro, con un beneficio concentrato soprattutto sul gasolio. La riduzione, reintrodotta dal 28 luglio, ha riguardato infatti solo il diesel, con uno sconto di 17 centesimi al litro.
Per l’associazione, una nuova proroga è “senz’altro utile”, soprattutto in vista del controesodo e di settembre, mese in cui sono attesi almeno 15 milioni di turisti, ma il presidente Nico Gronchi avverte che “il caro carburanti non può più essere affrontato con provvedimenti di breve durata e a efficacia limitata”.
Il protrarsi delle tensioni internazionali e della volatilità dei prezzi energetici rischia infatti di penalizzare la stagione turistica di settembre e di trasferirsi sull’intera economia, alimentando nuove pressioni inflazionistiche. Per questo, conclude Gronchi, serve “un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia”.