ROMA - In attesa che la Rai sciolga il nodo sul futuro di Report e del suo conduttore Sigfrido Ranucci, si apre un nuovo fronte di polemica sulla possibile chiusura di Rai Scuola.
Le opposizioni denunciano la soppressione di un presidio che da oltre vent’anni svolge una funzione educativa e culturale nel servizio pubblico. La dirigenza respinge però l’accusa e parla non di cancellazione, ma di “valorizzazione” del progetto attraverso una presenza più forte su RaiPlay.
Il Partito democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo di intervenire con urgenza contro un progetto che, secondo i dem, cancellerebbe “un patrimonio del servizio pubblico”, costruito su una programmazione dedicata alla divulgazione scientifica, ambientale e culturale e su professionalità interne.
Anche il Movimento 5 Stelle attacca la Rai, leggendo la vicenda come un nuovo tentativo del centrodestra di “occupare” il servizio pubblico. “Una Rai monocolore, è questa la partita che si sta giocando”, afferma Barbara Floridia, già presidente della Commissione di vigilanza.
Secondo l’esponente M5s, la soppressione di Rai Scuola servirebbe a fare spazio a un canale dedicato al racconto dell’identità italiana, dei territori, delle tradizioni e delle eccellenze del Paese.
“Raccontare l’Italia non è certamente un problema”, osserva Floridia, aggiungendo che “il problema nasce quando il servizio pubblico smonta un presidio educativo e culturale per sostituirlo con una narrazione identitaria decisa da un governo che da anni ci ha abituato al revisionismo storico”.
La Rai replica richiamando anche i dati di ascolto del canale, pari a circa lo 0,10% nei primi mesi dell’anno. Numeri che, secondo l’azienda, mostrano “i limiti della televisione lineare” nel raggiungere in modo ampio e sistematico il pubblico scolastico.
Il nuovo progetto, spiega la Rai, si chiamerà RaiPlay Scuola e Learning ed è stato approvato all’unanimità dal consiglio di amministrazione. L’obiettivo sarebbe superare il modello lineare e sviluppare una piattaforma digitale integrata, capace di riunire produzioni di Rai Cultura, materiali delle Teche Rai e contenuti educativi già disponibili, in un ecosistema on demand utilizzabile tra aula e casa.
Il consigliere di amministrazione Rai Roberto Natale riconosce la natura del progetto, ma accusa l’azienda di “colpevole silenzio” nella comunicazione, sostenendo di avere richiamato l’importanza di una campagna informativa adeguata, proprio per evitare che l’attenzione si concentrasse solo sulla dismissione del canale digitale terrestre. “Cosa che sta puntualmente avvenendo”, osserva.
La spiegazione della Rai non convince però il Pd. “Il comunicato dei vertici Rai non rassicura affatto”, afferma il senatore Francesco Verducci. Per il parlamentare dem, cancellare Rai Scuola significherebbe una violazione del contratto di servizio e “l’ennesimo sfregio inferto da Tele-Meloni al servizio pubblico”.
Fratelli d’Italia respinge le accuse. I componenti del partito in Vigilanza Rai parlano di “ennesima figuraccia” della sinistra e definiscono l’allarme “una gigantesca fake news”. Per FdI, l’iniziativa del canale dedicato all’identità italiana è invece “ottima” e “perfettamente in linea con quanto richiesto dal contratto di servizio”.