WASHINGTON - Le primarie in vista delle elezioni di metà mandato di inizio novembre hanno dato una boccata d’ossigeno a Donald Trump, grazie alle vittorie di due dei suoi “protetti” in Carolina del Sud e Oklahoma che interrompono una serie di sconfitte per i candidati da lui sostenuti. I successi rappresentano una spinta quanto mai necessaria per il presidente statunitense, la cui presa sul Partito Repubblicano è stata scossa dal crollo dei consensi e da sondaggi che prevedono una sconfitta della sua forza politica alle urne.
In Carolina del Sud, Darline Graham, la senatrice uscente subentrata al fratello Lindsey deceduto a luglio, ha ottenuto la nomination repubblicana sconfiggendo il deputato ultraconservatore Ralph Norman, anch’egli sostenitore di Trump ma privo del suo endorsement ufficiale. Trump ha sempre sostenuto con fervore la candidatura di Graham, appoggiandola personalmente durante un viaggio nello Stato la scorsa settimana ed elogiandola nuovamente come “una persona straordinaria e una vera patriota statunitense”. Con la sua vittoria, il presidente spera di contare su un’alleata fedele al Senato, dove alcuni membri della sua stessa coalizione hanno recentemente creato problemi e dove sono già stati nominati diversi candidati senza il suo beneplacito.
La figura di Darline Graham, da tempo impegnata sul fronte dei diritti delle persone con disabilità in Carolina del Sud, ha tuttavia causato divisioni interne al GOP a causa del fatto che abbia ereditato il seggio del fratello pur non avendo alcuna precedente esperienza politica. Un limite emerso con evidenza la scorsa settimana durante un dibattito televisivo, quando la candidata ha perso la calma nell’affrontare la questione di Taiwan.
L’influenza di Trump è stata messa a dura prova anche nelle primarie per la carica di governatore in Oklahoma, dove un altro favorito della Casa Bianca, l’ex deputato statale e ricco finanziere Mike Mazzei, si è imposto di misura sull’attuale procuratore generale Gentner Drummond (bollato da Trump come un “falso repubblicano”) ottenendo il 50,3% dei voti contro il 49,7%. Il confronto tra i due aspiranti si è concentrato in particolare sulla realizzazione di un imponente progetto per una raffineria di alluminio, finanziato dagli Emirati Arabi Uniti e sostenuto dal presidente, ma oggetto di una forte opposizione a livello locale.
Le affermazioni di Graham e Mazzei offrono un barlume di speranza per il presidente repubblicano dopo che, di recente, dieci dei suoi candidati erano stati eliminati, sei dei quali nel solo mese di agosto, tra cui Amir Hassan, sconfitto da Tom Smith in Michigan.
Su Truth, Trump ha difeso il proprio operato rivendicando che il suo endorsement è “potente come sempre”. In merito alle sconfitte subite, il presidente ha dichiarato che per coloro che hanno perso “era praticamente impossibile per loro vincere, ma mi sentivo in dovere di appoggiarli”.
Nonostante non tutti i vincitori abbiano ricevuto l’appoggio formale di Trump, questi rimangono comunque suoi sostenitori, confermando come l’influenza dell’ex magnate resti considerevole all’interno del Partito Repubblicano. Ad oggi appare infatti pressoché impossibile per un candidato che si oppone a Donald Trump vincere le primarie, come confermato dal caso del deputato Thomas Massie (fervente sostenitore della pubblicazione del dossier Epstein) che a maggio ha perso la nomination in Kentucky.