MADRID - Si è conclusa in Catalogna la latitanza di Toma Taulant (indicato in Italia anche come Taulant Toma), il quarantaduenne albanese ricercato dalla giustizia italiana con un mandato d’arresto europeo e soprannominato il “mago delle evasioni” per essere fuggito per quattro volte da altrettanti penitenziari: tre situati in Italia e uno in Belgio. 

L’operazione è stata condotta a Tarragona dalla polizia spagnola, che ha rintracciato il fuggitivo (ricercato anche con l’alias Admir Dedinca) nel quartiere Campclar, un’area ad alta densità criminale dove Taulant si era stabilito già dal gennaio 2026, subito dopo la sua ultima rocambolesca fuga.  

Si stima che sia stato protetto da una rete della mafia albanese dedita al traffico di droga su cui gli agenti stanno ora indagando per identificare e arrestare i fiancheggiatori. Sembra inoltre che di recente l’uomo avesse avviato una relazione sentimentale con una cittadina spagnola di origini arabe di 35 anni, impiegata come cameriera nella città catalana e apparentemente all’oscuro della reale identità del compagno. 

L’arresto è scattato domenica 23 agosto dopo giorni di pedinamenti, ma la notizia è stata resa nota solo successivamente. Gli agenti del Gruppo per la criminalità economica e fiscale (Udef) della polizia di Tarragona, guidati dal responsabile che ha diretto l’intervento, hanno individuato l’uomo a bordo di una Golf insieme a quattro connazionali, riconoscendolo grazie alla descrizione fisica diffusa da Europol: un uomo nato il 9 giugno 1984, alto un metro e 65, caratterizzato da tatuaggi e da una profonda cicatrice sulla guancia destra. 

Al momento del fermo, Taulant ha opposto una forte resistenza. Durante le concitate fasi dell’arresto, mentre gli altri occupanti del veicolo si davano alla fuga, uno dei complici è intervenuto per tentare di impedire la cattura, colpendo e ferendo due poliziotti per poi riuscire a dileguarsi sfruttando la folla presente nel quartiere. Successivamente, la polizia catalana ha recuperato tra i cespugli una pistola Sig Sauer che, secondo la testimonianza di un presente, sarebbe stata gettata via durante la fuga.  

Taulant aveva con sé due banconote da 500 euro sospettate di essere contraffatte e documenti d’identità falsi con i quali risultava registrato a suo carico già un precedente a Girona per detenzione di armi ed esplosivi. L’uomo stava scontando una pena con termine previsto nel 2048 per reati che comprendono rapina violenta, furto e traffico di droga. 

L’operazione chiude il capitolo relativo all’ennesima fuga del latitante, la cui ultima evasione risale al 7 dicembre 2025 dal carcere di massima sicurezza di Opera, a Milano, dove era stato trasferito da Sassari per ragioni di sicurezza. Un’evasione preparata per mesi, durante i quali Taulant avrebbe seguito un regime alimentare estremo per dimagrire e riuscire a passare attraverso un varco di pochi centimetri ricavato segando le sbarre della cella, per poi calarsi lungo il muro di cinta utilizzando delle lenzuola annodate. 

La lunga carriera di evasioni di Taulant era iniziata nel 2009 con la fuga dal carcere di Terni durante una partita di calcio, a cui era seguito il successivo arresto. Nel febbraio 2013 l’uomo era evaso nuovamente, questa volta dal penitenziario di Parma, insieme a un connazionale che avrebbe poi perso la vita ucciso da un gioielliere durante una rapina. Le ricerche in quell’occasione si protrassero per quaranta giorni, fino a quando emerse che Taulant si trovava già detenuto in Belgio, arrestato l’11 settembre 2013 e in attesa di estradizione.  

Anche la struttura belga si dimostrò tuttavia insufficiente a trattenerlo: nel dicembre 2013 Taulant evase dal penitenziario di Lantin, nei pressi di Liegi, grazie a un piano particolarmente articolato. In quell’occasione un’auto guidata da un complice bloccò l’ingresso riservato ai fornitori mentre tre uomini presero in ostaggio un agente; contemporaneamente, alcuni detenuti fecero esplodere un contenitore di vetro nel cortile come diversivo e altri crearono una piramide umana che permise a Taulant di scavalcare il muro di cinta. 

Dopo l’arresto a Tarragona, un giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere senza cauzione. L’uomo è stato trasferito nel penitenziario di Mas d’Enric a Tarragona in attesa che vengano espletate le procedure per l’estradizione verso l’Italia.