Angela è caduta e, da allora, nulla è più come prima. Il suo corpo non risponde più come un tempo e anche il modo in cui gli altri la guardano è cambiato. È da questa frattura che nasce La Caduta - The Fall, la lettura scenica bilingue scritta e interpretata da Laura Lattuada, andata in scena nella sala di Co.As.It. a Carlton, organizzata da Paolo Baracchi.
Sul palco, accanto a Lattuada nel ruolo di Angela, c'è Debra Batton, insieme a Francesca Arena, Alyssa Campagna, Carmelina Di Guglielmo, Lisa Rogers e Luca Romani; la voce narrante è di Adam May.
Angela è la fondatrice di un club italiano, un luogo che per anni è stato un punto di riferimento per la sua comunità; ora vive in una casa di riposo, ma la sua mente è ancora lucida: ricorda chi è stata, conosce il proprio carattere e non sembra disposta a rinunciare facilmente alla possibilità di decidere per sé.
Lo spettacolo “non riguarda la demenza ma quella sensazione di perdita di sé, dell'identità, del controllo”, ha spiegato Lattuada durante il dibattito seguito alla lettura. La caduta non segna soltanto un prima e un dopo per il corpo di Angela ma modifica le relazioni, la sua posizione nella comunità e il modo in cui gli altri iniziano a trattarla.
Nel testo, infatti, cadono anche le amicizie, le relazioni e lo status sociale. Lattuada parla di “cadute in disgrazia” , persone che, con l'età o con la perdita dell'autonomia, si ritrovano improvvisamente ai margini di un mondo che un tempo contribuivano a costruire.
L'idea dello spettacolo nasce da un'esperienza personale: durante il Covid, la madre di Lattuada cadde nel vialetto di casa e si ruppe un braccio. Angela non è un ritratto della madre, ma quell'episodio ha aperto una riflessione sul rapporto tra corpo, autonomia e identità. “È stata la fine del suo senso di controllo”, ha raccontato Lattuada.
Il primo titolo dello spettacolo era Kiss the Hag, “Bacia la vecchia strega” un'espressione provocatoria che riassume uno dei temi che attraversano il testo, la progressiva invisibilità delle donne con l'avanzare dell'età e il modo in cui la società tende a ridefinirle attraverso la loro fragilità.
Questa riflessione si lega direttamente alla storia delle comunità italiane in Australia: Lattuada è cresciuta frequentando i circoli sociali italiani e da bambina cantava per l'Abruzzo Club e il Veneto Club. Di quei luoghi conserva il ricordo di comunità costruite non soltanto attorno alle feste e alle sale da ballo, ma grazie al lavoro quotidiano di chi le teneva in vita. “Crescendo sembrava sempre che fossero gli uomini a comandare quei posti, ma erano le donne a tenerli davvero insieme”, ha detto. È anche da questa memoria che nasce Angela: una donna che non è semplicemente membro della comunità, ma ne è stata una delle protagoniste.
Il tema dell'invisibilità femminile ritorna in Luisa, personaggio scritto senza voce: la scelta è deliberata. “Con l'età, le donne diventano ancora più invisibili di quanto già non lo siano. Volevo un personaggio muto ma potente”, ha spiegato Lattuada.
A interpretarla è Debra Batton, artista che lavora con Circus Oz, che trasforma il silenzio di Luisa in una presenza fisica; il suo corpo comunica attraverso il movimento, senza bisogno di parole. È lei a regalare diversi dei momenti più ironici della rappresentazione: un piccolo invito a non smettere di ridere, mettere un po' di musica e, quando possibile, provare ancora a scappare.
L'umorismo attraversa così una storia che potrebbe facilmente diventare cupa: in sala si ride, ma spesso è una risata malinconica, soprattutto quando il pubblico riconosce qualcosa di familiare nella storia di Angela. Per molti spettatori il tema non è lontano, infatti, riguarda genitori, nonni e comunità italiane che hanno costruito la propria vita in Australia.
Anche il bilinguismo contribuisce a creare questa vicinanza: italiano e inglese non sono presentati come due mondi separati, ma come le due lingue di una stessa esperienza migratoria, fatta di memoria, appartenenza e trasformazione.
A fare da ponte con la memoria è anche il materiale video proiettato durante la lettura: sullo schermo compaiono immagini reali girate dal padre di Lattuada durante il trasferimento della famiglia in Australia, tra cui una ripresa in Super 8 della traversata dell'equatore. Per qualche istante la storia di Angela lascia spazio alla storia reale di una famiglia che attraversa l'oceano; tra le influenze dichiarate dall'autrice ci sono Federico Fellini e Anna Magnani.
Il coinvolgimento del pubblico è diventato particolarmente evidente nel dibattito che ha seguito la lettura, moderato da Adam May e protrattosi ben oltre il tempo previsto. Un'operatrice del settore dell'assistenza agli anziani, ha raccontato, di riconoscere nelle persone che incontra ogni giorno, la distanza tra ciò che erano prima e ciò che diventano agli occhi degli altri dopo una caduta, aggiungendo di rivedere in ogni persona anziana che assiste, quella persona vivace e un po' birichina che era prima della caduta.
La Caduta ha trovato una domanda capace di andare oltre la storia di Angela: quando una persona perde parte della propria autonomia, quanto di ciò che è stata continua a esistere nel modo in cui gli altri la ricordano e la guardano?